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Auto elettriche: cresce la domanda ma sono quasi tutte ibride

E’ in Arabia Saudita il più grande impianto solare al mondo.

Il nuovo oro nero è ancora li, nei arabi, ricchi di petrolio ma anche e soprattutto di sole. Il più grande impianto solare al mondo sarà costruito in Arabia Saudita e le sue dimensioni sono colossali: la superficie interessata, pari a circa 36.000 m2, corrisponde approssimativamente all’area complessiva di cinque campi da calcio pieni di collettori. Per il progetto dell’università Princess Noura Bint Abdulrahman, i collettori saranno progettati da GREENoneTEC e per gli eliotermici di grandi dimensioni verranno usati quelli della gamma GK 3000 con 10 m2 di superficie lorda adattati alle specifiche esigenze della penisola arabica.

Impianto più grande al mondo Arabia Saudita

Lo speciale vetro solare adottato avrà un’elevata trasparenza offre una resa migliore, mentre un sistema di fissaggio opportunamente modificato consente un grado ottimale di utilizzazione dello spazio e resiste anche alle forti raffiche di vento che possono formarsi durante le tempeste di sabbia.

Per poter rispettare i termini di consegna di questa impressionante quantità di collettori, i lavori di ampliamento della linea di produzione per i collettori ad ampia superficie nello stabilimento GREENoneTEC sono iniziati già a marzo 2010. La capacità complessiva dell’impianto è stata raddoppiata. Un’altra azienda austriaca, specializzata in sistemi di , prenderà parte al progetto saudita, l’AEE INTEC, l’Istituto per le Tecnologie Sostenibili con sede a Gleisdorf in Stiria, fornirà il supporto tecnico per la progettazione dell’impianto di Riad.

La commessa ha un valore di 3,6 milioni di euro.

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E’ in Arabia Saudita il più grande impianto solare al mondo.

Londra 2012, olimpiadi radioattive? Scoperte scorie sotto lo stadio olimpico

Londra 2012, olimpiadi radioattive? Scoperte scorie sotto lo stadio olimpico

Bruttissima sorpresa per Londra e per le sue future olimpiadi: dal cantiere dello stadio olimpico della capitale inglese emergono tonnellate di scorie nucleari.

Secondo quanto riporta il Guardian un centinaio di tonnellate di rifiuti di torio e radio sarebbero stati seppelliti a circa 500 metri dallo stadio. Probabilmente si tratta di prodotti alcuni decenni fa dalle industrie della zona, che lavoravano materiali radioattivi.

Il seppellimento delle scorie, però, è stato ovviamente illegale e se ne pagano le conseguenze: lo stadio vero e proprio è al sicuro, ma le costruzioni che dovevano sorgere nei paraggi sono a rischio perchè qualunque cantiere disseppellirebbe le scorie, con grave rischio per la salute degli abitanti.

Via | Guardian
Foto | Flickr

Londra 2012, olimpiadi radioattive? Scoperte scorie sotto lo stadio olimpico

Siracusa: la Finanza scopre presunta truffa sul fotovoltaico da 6 milioni di euro

Siracusa: la Finanza scopre una truffa sul fotovoltaico da 6 milioni di euro

Per fortuna la Guardia di Finanza, ogni tanto, riesce a beccare qualche “furbetto del pannellino” che vuole fare la cresta sull’energia rinnovabile. In questo caso il fattaccio è successo a Siracusa, dove la Finanza ha scoperto una presunta truffa ai danni della Regione Sicilia da circa 6 milioni di euro.

Il trucchetto sarebbe sempre il solito: si presenta il progetto alla Regione, si ottiene il finanziamento per la costruzione dell’impianto ma, alla fine, i pannelli non si montano o i parchi fotovoltaici non si allacciano alla rete elettrica.

La Guardia di Finanza di ha sequestrato, per questo, tre parchi realizzati da due società: Eric Srl e Aretusa Yachting Srl. Le aziende avevano ottenuto un finanziamento regionale da dieci milioni di euro, sei dei quali già erogati. Ma, secondo l’ipotesi investigativa della Procura siracusana, i pannelli fotovoltaici comprati con quei sei milioni sarebbero stati utilizzati per realizzare altri , persino in abitazioni private.

Spetterà ora alla magistratura fare chiarezza su questa vicenda che dimostra come, purtroppo, il rischio di truffe agli enti pubblici interessi anche il settore dell’energia pulita.

Via | Il Giornale di Siracusa
Foto | Flickr

Siracusa: la Finanza scopre presunta truffa sul fotovoltaico da 6 milioni di euro

Ambiente: WWF e Fai contro il terzo scalo di Malpensa

Categorie: Tutela Ambientale, WWF

Mercedes Sls AMG E-Cell. Ovvero: la supercar elettrica da 526 cavalli

Mercedes Sls AMG E-Cell. Ovvero: la supercar elettrica da 526 cavalli

Volete una supercar e sentirvi a posto con la vostra sana coscienza di ecologista? Forse si può fare…

Mercedes, in particolare il reparto corse AMG, ha intenzione di accontentarvi con una elettrica da 526 cavalli e 880 Nm di coppia. Numeri sufficienti a soddisfare anche i piedi più sportivi considerando lo 0-60 Mph (più o meno equivalenti ai nostri 0-100 km/h) in soli quattro secondi.

La super sportiva monta quattro motori elettrici, uno per ruota, e per installare quelli anteriori i tecnici Mercedes hanno dovuto modificare lo schema delle sospensioni. Le batterie, invece, sono posizionate sull’asse posteriore e non si sa ancora quanta autonomia riusciranno a garantire ad un mostro di prestazioni del genere.

Ignoto anche il peso e, soprattutto, il prezzo di questo esercizio ingegneristico non indifferente. Probabilmente sarà mostruoso come la potenza dei quattro motori elettrici.

Via | AutoblogGreen
Foto | AutoblogGreen

Mercedes Sls AMG E-Cell. Ovvero: la supercar elettrica da 526 cavalli

Pesticidi nel piatto 2010: Agrofarma smentisce tutto

Pesticidi nel piatto 2010: Agrofarma smentisce tutto

si dichiara “stupita” dal rapporto Pesticidi nel piatto di Legambiente. Secondo il rapporto, presentato pochi giorni fa, sarebbero in crescita sia i campioni di ortofrutta contaminati da pesticidi sia la pericolosità delle sostanze utilizzate in agricoltura, con un ritorno (fortunatamente su un unico campione ma comunque inquietante) del DDT.

Secondo l’associazione di categoria dell’industria agrofarmaceutica, però, i dati di Legambiente sarebbero smentiti da quelli ufficiali:

In relazione a quanto emerso dalla conferenza stampa di Legambiente, Agrofarma-Associazione nazionale imprese agrofarmaci, che fa parte di Federchimica, esprime la propria sorpresa nel constatare come Legambiente smentisca le valutazioni delle autorità competenti preposte al controllo. In le produzioni agroalimentari sono estremamente controllate e le rigorose verifiche effettuate su migliaia di campioni forniscono un quadro del tutto rassicurante per il consumatore che smentisce i toni allarmistici diffusi da Legambiente

Agrofarma, poi, entra nel merito e critica le conclusioni di Legambiente. In particolare per quanto riguarda la presenza di campioni con residui multipli, cioè residui di più sostanze chimiche nello stesso prodotto:

Per quanto riguarda la possibile presenza di residui multipli, esaminata da molti scienziati in tutto il mondo e da molte autorità, ad non esiste alcuna evidenza scientifica che dimostri l’esistenza di un effetto additivo o addirittura potenziante dei residui multipli, quando questi sono presenti ai livelli riscontrati negli alimenti. Gli esperti della Fsa per esempio, l’agenzia per la sicurezza alimentare del Regno Unito, si sono più volte interessati al problema dei residui multipli ed hanno concluso che non c’è motivo di supporre che essi rappresentino una minaccia per la salute dell’uomo

In chiusura, l’industria del fitofarmaco si toglie un sassolino dalla scarpa e torna a parlare della moria delle api che ha portato, circa due anni fa, al divieto di utilizzo dei neonicotinoidi:

Per quanto riguarda la moria delle api, si ricorda che i neonicotinoidi, gli agrofarmaci ritenuti responsabili del fenomeno, sono stati sospesi da quasi due anni e ciò non ha comportato una diminuzione della moria, come riconosciuto in diverse occasioni dalle stesse di apicoltori

Tra Legambiente e Agrofarma, quindi, la guerra sembra che non sia destinata a finire a breve.

Via | Agricolturaonweb
Foto | Flickr

Pesticidi nel piatto 2010: Agrofarma smentisce tutto

Emissioni di carbonio: progetti ecosostenibili finanziati con fondi interbancari

Emissioni CO2: l’Europa è già a metà dell’opera. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

Emissioni CO2Secondo il report dell’Unione Europea sulle emissioni di gas serra messo a punto dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (Eea) è dimostrato come vi sia stato un netto calo delle emissioni di CO2 per l’anno 2008. Queste, per quel che riguarda i 27 membri, avrebbero segnato un 11,3% sotto il livello registrato nel 1990, mentre per l’ dei 15 si sarebbe raggiunta una riduzione del 6,9% comparata allo stesso periodo di riferimento.

Il report dice che l’Europa è sulla buona strada per raggiungere i suoi target di riduzione delle emissioni con le sole misure di politica interna. Secondo il direttore della Eea a determinare quest’aspetto sarebbero state le scelte politiche adottate dai Paesi membri. Secondo altri esperti è certo che il report per il 2009 avrà un bilancio ancora più roseo; tuttavia a pesare in questa situazione non sarà tanto la strada maestra imboccata dagli Stati membri verso uno sviluppo più sostenibile (che avrebbe comunque un peso significativo) quanto la recessione economica.

Ancor più in particolare ne verrà fuori che il fattore determinante sarà la combinazione dei prezzi alti di carbone e carbonio accompagnata da un calo di quelli del gas naturale che avrebbe portato i produttori di elettrica e termoelettrica a le proprie emissioni di gas serra nel 2008. Con le emissioni del 2008 così basse l’Europa avrebbe così già raggiunto più della metà del target di riduzione del 20% entro il 2020.

Numericamente i conti sembrano tornare, anche se, alla luce di queste considerazioni, sembra più un risultato da bicchiere mezzo vuoto che non mezzo pieno. Resta infine da osservare se, considerati i risultati raggiunti, l’UE abbia ancora intenzione di perseguire la strada di un obiettivo ancora più ambizioso (ovvero quello del cambio del target dal 20 al 30%) verso il quale molti Paesi hanno mostrato timida disponibilità e che l’, per bocca del Ministro Prestigiacomo, non sembra assolutamente disposta a trattare.

Via | Bbc.co.uk; Eea.europa.eu
Foto | Flickr

Emissioni CO2: l’Europa è già a metà dell’opera. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

Fotovoltaico: pannelli solari biologici dalla California

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