Articoli marcati con tag ‘animali’
Salvate dall’estinzione cinque antiche razze di bovini italiani

In occasione della settimana della Biodiversità, la Coldiretti ha diffuso la notizia sui progressi fatti da parte degli allevatori e sul contributo dell’allevamento nella tutela della diversità: le antiche razze di bovini italiani, dopo aver rischiato l’estinzione, sono salve. Negli ultimi 10 anni gli esemplari appartenenti alle 5 storiche razze italiane sarebbero aumentati del 39%.
La Coldiretti ha sottolineato l’impegno degli allevatori italiani che hanno contribuito a salvare dall’estinzione i bovini appartenenti alle razze italiane, facendo sì che oggi si contino 147mila animali iscritti al libro genealogico allevati in 5366 stalle: sono bovini appartenenti alle razze maestosa chianina, romagnola, marchigiana, podolica, maremmana.
A spingere prepotentemente verso il recupero delle razze italiane ha contribuito il fenomeno della mucca pazza: dal 2000 l’attenzione verso la qualità dell’alimentazione è cresciuta, così come le esigenze dei consumatori, sempre più attenti alle pratiche di allevamento degli animali e informati su maltrattamenti e benessere animale.
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Salvate dall’estinzione cinque antiche razze di bovini italiani
RaiTre, Report in onda con "L’ultima mattanza" dedicato alla scellerata pesca al tonno rosso
Anche Milena Gabanelli con Report si interessa all’estinzione del tonno rosso e domenica 23 maggio alle 21,30 su RaiTre va in onda “L’ultima mattanza” un servizio di Sabrina Giannini dedicato alla scellerata pesca al tonno rosso. Parliamo di pesca che rifornisce l’industria e che sta facendo danni incalcolabili all’ecosistema marino.
Vi lascio la sinossi:
La pesca al tonno e’ l’ultima frontiera di una caccia ancora sfruttabile dall’industria. Ma proprio a causa del sempre piu’ crescente consumo di tonno in scatola molte specie sono eccessivamente sfruttate. La storia del tonno in scatola e del tonno rosso del Mediterraneo, quasi in estinzione a causa dei giapponesi e della ”moda” del sushi, sono il paradigma per capire quanto sia stupido l’uomo nel gestire le risorse del pianeta.
Troppi interessi e le ipocrisie dei politici ruotano intorno all’industria e alla pesca industriale del tonno e alle politiche mondiali per la conservazione delle specie sull’orlo dell’estinzione. E il consumatore che, a causa della scarsa informazione in etichetta, non sempre e’ in grado di capire che con il proprio comportamento alimentare rischia di far sparire per sempre il pesce piu’ importante per gli equilibri del mare. Andando avanti cosi’ ai nostri figli lasceremo in eredita’ il sushi a base di riso e fagioli azuki.

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RaiTre, Report in onda con "L’ultima mattanza" dedicato alla scellerata pesca al tonno rosso
L’attrice Emily Deschanel loda il movimento Vegan
Emily Deschanel, l’attrice portagonista della serie tv Bones è vegan da 16 anni e da sempre è schierata nella lotta per la tutela del benessere animale.
Qui, intervistata dai microfoni di Night at the Round Table, Emily Deschanel parla del movimento vegan, dei maltrattamenti sugli animali d’allevamento e delle conseguenze che gli allevamenti intensivi hanno anche sulla salute degli esseri umani. In più, l’attrice cita Farm Sanctuary, un’associazione nata per tutelare i diritti degli animali e per educare gli umani a rispettarli. E voi, approvate il movimento Vegan?
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L’attrice Emily Deschanel loda il movimento Vegan
MyNatour Eco Route: percorsi sostenibili e turismo responsabile per i Mondiali in Sud Africa

Il team di MyNatour, una community online per viaggiatori in cerca di percorsi sostenibili e di vacanze in armonia con la natura, è partito alla scoperta del Sud Africa per poter offrire ai tifosi dei Mondiali un’alternativa di turismo sostenibile per un’evento altamente inquinante come sarà la Coppa del Mondo in Sud Africa.
Il 15 febbraio sono partiti alla volta del Sud Africa per viaggiare seguendo la loro Eco Route, un percorso di 6000km in carpool per cercare le migliori pratiche di sostenibilità che il Sud Africa ha da offrire e per consigliare vie alternative di turismo sportivo, perché assistere ai Mondiali 2010 facendo delle scelte ecologiche è possibile.
Il cammino verde di MyNatour ha toccato le 9 città del Sud Africa che ospiteranno la Coppa del Mondo, senza tralasciare aree e parchi protetti di incantevole bellezza, come il Kruger National Park ed attività amate dai viaggiatori responsabili, come percorsi in bici, trekking, l’osservazione di delfini e balene.
Chi si accinge a partire per il Sud Africa per tifare la nazionale può consultare qui il diario online di MyNatour, leggere i consigli di viaggio, seguire il loro percorso e trovare informazioni utili.
Foto | Courtesy of Mynatour

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In Francia Actimel, Activia, Danacol e biscotti Mulino Bianco sono OGM. E in Italia?
Greenpeace in Francia ha pubblicato una utile guida per scansare gli alimenti OGM o presunti tali. Infatti nella lista compilata dall’associazione ambientalista compaiono famosi marchi tra cui gli yogurt Actimel e Activia sospettati di contenere percentuali di OGM. Almeno in Francia. E in Italia? Ci sono nei nostri supermercati gli stessi prodotti dei francesi o c’è qualche differenza rispetto alle materie prime usate? (se ci sono conferme o smentite da parte dei produttori le accolgo e pubblico ben volentieri NdR)
Greenpeace per compilare la sua lista di prodotti ha inviato alle aziende interessate dall’indagine un questionario in cui, in una sorta di autocertificazione, chiedeva che tipo di alimentazione avessero ricevuto gli animali da cui sono derivati i prodotti in esame. Non solo: i détectives OGM hanno scandagliato tutti i supermercati e ipermercati francesi segnalando in un immenso database, quartiere per quartiere e regione per regione, chi vende quali prodotti contaminati da OGM.
Il punto è questo: molti allevamenti nel mondo nutrono gli animali con mangimi OGM. Di conseguenza tutti i sottoprodotti, come latte, uova, carne ecc. sono perciò contaminati da OGM che entrano così nella catena alimentare umana. Il fatto che poi questa percentuale di OGM non sia dichiarata in etichetta deriva dal fatto che essa è inferiore allo 0,9% (0,9 grammi per chilo), tanto è il limite di tollerabilità negli alimenti convenzionali stabilito da una direttiva comunitaria.
Greenpeace dunque ha distinto i prodotti esaminati in tre macro-aree contraddistinte da tre smiles: in rosso, in arancione e in verde. Con lo smile rosso sono indicati tutti quegli alimenti per cui le aziende non hanno certificato che derivino da animali nutriti senza mangimi OGM; finiscono in questa categoria i prodotti di quelle aziende che non hanno risposto alla richiesta; lo smile verde contraddistingue i prodotti e sottoprodotti ottenuti da animali nutriti senza OGM; lo smile arancione, infine, indica che il produttore ha avviato una policy per l’esclusione della lavorazione di prodotti e sottoprodotti animali derivati da animali nutriti senza OGM ma che non può garantire ancora che non siano presenti del tutto.
Ecco dunque comparire nell’elenco con lo smile in rosso alla sezione yogurt Actimel, Activia, Danacol, Danao e Danette, ad esempio; tra i biscotti ci sono anche quelli della Mulino Bianco; non si salva neanche il Cornetto Unilever. La lista dei prodotti contraddistinti dallo smile verde è desolatamente scarna.

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In Francia Actimel, Activia, Danacol e biscotti Mulino Bianco sono OGM. E in Italia?
Nelle isole Taiji è allarme mercurio: colpa della carne di delfino
Alcuni mesi fa il documentario “The Cove” aveva puntato i riflettori sulle isole Taiji, in Giappone, per fare luce sulla mattanza atroce dei delfini che annualmente, nell’arco di 6 mesi, qui si verifica. Oltre 23.000 cetacei vengono catturati illegalmente in queste acque per lo più a scopi alimentari o per rimpinguare gli acquari di tutto il mondo. Un giro d’affari valutato in oltre due miliardi di dollari ogni anno. Eppure, questo giro d’affari rischia di costare molto di più, in termini di salute umana oltre che di sostegno alla biodiversità….
Oggi, quest’arcipelago è di nuovo nel mirino della stampa nazionale e internazionale a seguito di uno studio condotto dal National Institute for Minimata Disease che ha effettuato prelievi su un campione di 1137 persone – su circa 3.550 abitanti – residenti nelle isole Taiji. Le analisi hanno rapidamente evidenziato nel sangue dei “protagonisti” dei livelli di mercurio estremamente alti e nettamente superiori alla media nazionale giapponese. Inutile aggiunger che, secondo il direttore dell’istituto, Koji Okamoto, esiste una connessione diretta tra i risultati ottenuti e l’alimentazione della popolazione costituita, prevalentemente, dalla carne dei cetacei, balene e delfini in primis.
I giapponesi temono moltissimo l’avvelenamento da mercurio specie dopo i devastanti effetti del prolungato incidente verificatosi a cavallo tra gli anni ‘50 e ‘60 nella baia di Minamata, ad opera dell’industria chimica Chisso Corporation… Forse, gli echi di quella tragedia e i recenti risultati dello studio del National Institute for Minimata Disease potranno rappresentare, finalmente, un valido deterrente alla pesca degli odontoceti nelle acque nipponiche…

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Nelle isole Taiji è allarme mercurio: colpa della carne di delfino
Slowfood, ecco la lista dei pesci buoni da acquistare

Dopo aver consultato la lista rompiscatole di Greenpeace per acquistare scatolette di tonno sostenibile (in alternativa c’è la ricetta degli spaghetti al tonno fujuto) ecco la lista dei pesci da mangiare: mangiamoli giusti,dove sono elencate le specie da acquistare sia per provenienza sia per grandezza.
Acquistare pesce non è così semplice come sembra. Oltre a saper distinguere se il pesce è fresco o meno, bisogna sapere anche dove è stato pescato e se è nell’età giusta per essere lì sul bancone del pescivendolo. In genere le etichette ci dicono la sua origine in maniera però quanto meno astrusa: zona FAO 37…Zona FAO 34. Ecco, un po’ complesso da decifrare e non ho ancora capito perché non scrivono chiaramente: pescato nel nel mare Mediterraneo, Oceano Atlantico ecc.?
Capitolo pesce d’allevamento: conviene sempre? Non sembra, a leggere la guida di slowfood. Molti pesci sono carnivori e dunque viene usato mangime a base di proteine delle carne per farli crescere nelle acque di allevamento; gli allevamenti intensivi di pesci non sono diversi da altri generi di allevamenti intensivi dove sono usati antibiotici e gli animali vivono in spazi angusti e non sempre pulitissimi.
Infine, quanti di voi sanno che spesso nel piatto mettono uno squalo? e quanti sanno a quanto ammonta l’impatto ambientale di un allevamento intensivo di salmoni?

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Cittadini selvatici al PMVL
Domenica 9 maggio ore 15 Ultimo incontro del ciclo “Cittadini Selvatici”, organizzato dall’Ufficio Tutela Diritti Animali di Sesto San Giovanni. Un momento di educazione ambientale a cielo aperto nel giovane Parco della Media Valle del Lambro: gli esperti della LIPU…
Tags: lipu lega italiana protezione uccelli
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Nuovo piano di ripopolamento per le aragoste rosse in Sardegna
L’aragosta, a causa della prelibatezza delle proprie carni, ha visto ridurre inesorabilmente il proprio numero nelle acque del Mediterraneo eppure, nonostante l’inserimento nell’appendice III della convenzione di berna, ben poche sono state le attività della penisola volte alla sua tutela. E’ senz’altro innegabile, però, che un mare sempre più depauperato delle proprie risorse ittiche comporti perdite anche economiche estremamente gravi. Per questo motivo, la Regione Sardegna avvalendosi dell’importante collaborazione dei pescatori intende adottare un piano di ripopolamento dell’aragosta rossa, ad oggi unico nel suo genere in Italia, e che trova il pieno appoggio dell’Unione Europea.
Così, con la firma del decreto di individuazione delle aree di tutela biologica e uno stanziamento di fondi pari a 1,250 milioni di euro, in Sardegna le aragoste avranno una chance in più di sopravvivere alle reti… I pescatori, consci dell’importanza del progetto, lavoreranno attivamnet nelle 5 aree marine e nelle 14 sotto-zone individuate affinché non si verifichino intoppi o incidenti di percorso. Grazie anche ad un team di biologi e veterinari, le giovani aragoste destinate al ripopolamento verranno marchiate e classifcate e per un tempo non inferiore ai 30 mesi – periodo necessario al raggiungimento dell’età riproduttiva – potranno crescere indisturbate… Inoltre, per agevolare la raccolta di fondi per il progetto e, contestualemnte, garantire agli stessi pescatori ulteriori entrate attività di multifunzionalità (come ristorazione, itti-turismo, pesca-turismo e visite subacquee) potranno essere avviate .
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Trepuzzi (Lecce), il sindaco Cosimo Valzano lancia l’appello: "Denunciate chi ha ucciso la cagnolina Aura"
L’atroce morte della cagnolina Aura, bruciata viva a Trepuzzi ha scosso moltissime coscienze (per fortuna). Il che lancia almeno un segnale positivo circa il suo sacrificio e forse il suo ricordo servirà a redimere qualcuno. La conseguente mobilitazione che ha trovato in facebook la nascita di un gruppo sta alimentando la ricerca degli aguzzini che si presume possano essere ragazzini che frequentano le scuole medie di Trepuzzi.
Intanto Cosimo Valzano, sindaco di Trepuzzi, ha pubblicato sul sito del Comune un comunicato in cui richiede la partecipazione dei suoi concittadini e sollecita chi sa a parlare e denunciare chi ha commesso una simile atrocità ai danni della povera Aura:
Aura, la cagnolina che con atto vile è stata oggetto di violenza inaudita, è morta. In tutta Italia si è creata una rete di protesta che ha stigmatizzato questo atto feroce. L’ Amministrazione Comunale, che sempre ha valorizzato la tutela degli animali e dei cani in particolare, realizzando strutture di accoglienza, rifugio e cure, è colpita e invita tutti a collaborare perchè venga assicurato l’ autore di questo gesto. Alle persone che sono giustamente indignate assicuriamo l’ impegno massimo.
Legge 189/2004
Art. 544 – BIS Codice Penale (Uccisione Animali)
“Chiunque per crudeltà o senza necessità cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi”.
Spiega, infine Il Paese Nuovo che comunque la locale polizia è al lavoro per scoprire le identità dei torturatori di Aura. Intanto qui trovate la petizione da firmare on-line per sostenere la ricerca dei colpevoli e l’Associazione Nuova Lara i cui volontari hanno seguito la cagnolina fino al suo sonno eterno e se vi sarà un processo, si costituiranno parte civile.
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