Articoli marcati con tag ‘associazioni’
Nasce l’intergruppo parlamentare anti ogm

Sono già una ventina, tra deputati e senatori, i parlamentari italiani che hanno aderito all’intergruppo “Liberi da ogm”. Gran parte sono del Pd, ma ci sono anche pidiellini e leghisti. Il fronte del no agli ogm nel Parlamento italiano, quindi, è decisamente trasversale.
L’intergruppo nasce dal dialogo dei parlamentari con le associazioni agricole contrarie agli organismi geneticamente modificati (in pratica tutte le maggiori, tranne Confagricoltura) e ha come obbiettivo la promozione di iniziative politiche in favore dell’agricoltura non ogm.
Al momento gli aderenti sono pochi, considerato che tra Camera e Senato ci sono un migliaio di parlamentari, ma si prevede che già dai prossimi giorni il numero possa crescere: i fondatori del gruppo, infatti, hanno distribuito a tutti i colleghi una nota per spiegare le proprie ragioni e chiedere l’adesione all’intergruppo.
Al momento gli aderenti sono:
Alla Camera: Massimo Fiorio, Luciano Agostini, Sandro Brandolini, Susanna Cenni, Giuseppina Servodio, Nicodemo Nazzareno Oliverio, Ermete Realacci e Marco Carra, tutti del Pd; Corrado Callegari e Sebastiano Fogliato, entrambi della Lega Nord; l’Udc Teresio Delfino e Francesco Biava del Pdl.
Al Senato: Francesco Ferrante, Roberto Della Seta e Leana Pignedoli, del Pd; il Pdl Fedele Sanciu; l’Idv Elio Lannutti.
Via | Terra Nuova
Greenpeace querela per diffamazione Il Giornale, li ha definiti:"branco di oranghi, per di più fascisti"
Definire i volontari di Greenpeace “Branco di oranghi” ci sta. Anzi, magari lo prendono anche come un complimento. Ma aggiungere che sono fascisti, bè proprio non ci sta. E ecco che scatta la querela per diffamazione da parte dell’associazione ambientalista contro Il Giornale, testata diretta da Vittorio Feltri, per un articolo pubblicato lo scorso 17 maggio, sia sulla versione on line (purtroppo ora non più visibile) sia cartacea, dal titolo:“Un Saviano sibillino fra oranghi e giornalisti” a firma di Luigi Mascheroni.
L’articolo riportava la cronaca della protesta messa in atto durante le giornate del Salone del libro di Torino presso lo stand della Feltrinelli. Oggetto della protesta l’uso cellulosa per produrre carta, proveniente da foreste non certificate e l’estinzione degli oranghi a causa della perdita del loro habitat, le foreste appunto.
Riporta Greenpeace in un comunicato, i passaggi che li hanno indotti a sporgere querela per diffamazione:
1. “…È arrivato, dunque, ma ha rischiato di farsi rubare la scena da un branco di oranghi, per di più “fascisti”…”;
2. “…È anche giusto che i lettori sappiano, però – come racconta al Giornale Salvatore Pisano, responsabile dello stand Feltrinelli e testimone del blitz – non solo che cosa è successo, ma anche come: «Gli attivisti di Greenpeace si sono comportati da fascisti. Tre erano travestiti da orango, cinque-sei avevano le tute dell’associazione, ma molti altri erano vestiti normalmente. Una pura provocazione…»”;
3. “…Già, perché? «Solo perché colpire un editore di sinistra come Feltrinelli garantisce maggior visibilità mediatica: la polemica è garantita. Si è trattato di un’operazione strumentale». E fascista, ci piace ripetere”.
Greenpeace tiene a sottolineare che grazie alla loro azione Feltrinelli dal 25 maggio ha deciso di intraprendere azioni concrete in difesa degli oranghi e del loro habitat, la foresta di Sumatra. Infatti, i libri di Feltrinelli, saranno stampati solo su carta certificata FSC mentre grazie alla collaborazione di Greenpeace si studierà il modo di usare carta riciclata al posto di carta vergine destinata alla stampa di particolari collane.
Via | Comunicato stampa
Foto | Greenpeace
Convegno “Rifiuti, salute e stili di vita” con Wwf, Avis e Sinistra 2000
Il “WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio” in partnership con le Associazioni di volontariato “AVIS Carinaro” e “Sinistra 2000”, organizza un convegno dal titolo “RIFIUTI, SALUTE E STILI DI VITA” con medici ed esperti del settore ambiente per discutere dei…
Tags: world wildlife fund carinaro antonio marfella wwf
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Convegno “Rifiuti, salute e stili di vita” con Wwf, Avis e Sinistra 2000
Ma quale nucleare! Agli italiani piace l’energia eolica
Agli italiani piace l’energia eolica. Lo svela una ricerca Aper/Ispo secondo cui l’80% degli intervistati si dice entusiasta dei rotori, mentre il 75% ritiene che possa essere un volano per l’innovazione nel Paese. Ben diversi i dati, invece, che riguardano il gradimento del nucleare, dove nessuno, ma proprio nessuno si dice disposto a tollerare una centrale nucleare vicino casa. L’entusiasmo per le pale, però un po’ si smorza tra chi abita nei pressi di un impianto eolico anche se la percentuale di gradimento resta notevolmente alta: è comunque è il 75% a ritenere che si tratti di un impianto moderno.
I dati sono stati resi noti durante il convegno convegno “Agli Italiani piace eolica” promosso da APER GrandEolico, l’Associazione delle aziende Produttrici di Energie Rinnovabili. In Italia gli impianti eolici sono presenti maggiormente Puglia con 1.158 MW e la Sicilia con 1.116 MW, che ha fatto registrare nel 2009, tra l’altro, un tasso di crescita del 41% rispetto al 2008.
Secondo la ricerca dell’Ispo l’87% degli intervistati ha dichiarato di conoscere l’energia eolica; Il 93% degli uomini si dichiara informato; tra i 18 e i 24 anni i più informati con il 94%; mentre le donne sono l’81%; anche gli insegnati, il 96% si dichiarano informati; il 61% ammette che ci sia poca informazione rispetto alla resa energetica o alle direttive europee in materia di energia rinnovabile; il 60% ha visto di persona un impianto eolico e ne ha tratto una impressione positiva; la maggioranza li ha valutati “moderni”(85%), “suggestivi” (58%), che non possono “rovinare il paesaggio” (69%) né che “siano rumorosi” (65%).
Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr
Ortofrutta: le ronde gialle di Coldiretti controllano nei supermercati la spesa a Km0

Altro che spesa a Km0! I coltivatori non ci stanno a vedere la loro merce a prezzi triplicati sui banconi dei supermercati; non ci stanno a assistere impotenti alla concorrenza di frutta e verdura proveniente dall’altra parte del mondo: angurie, uva, fagiolini e melanzane dall’Egitto; limoni dall’Argentina; pomodori dall’Olanda. Ecco che in Emilia Romagna sono nate le “ronde gialle” piccoli gruppi di coltivatori federati Coldiretti, che per tutta l’estate e armati di penna e taccuino girano tra i banconi di supermercati e ipermercati per controllare prezzi e provenienza dell’ortofrutta.
Siamo a poche settimane dalla maturazione delle pesche nettarine, vanto e gloria della produzione made in Italy che cresce sotto il sole dell’Emila Romagna. Ebbene, sui banconi della GDO, a prezzi stracciati sono già arrivate in anticipo pesche che italiane non sono. E dunque, per evitare il crollo dei prezzi al produttore gli agricoltori hanno deciso di capire quale merce gira nella Grande distribuzione organizzata che sembra a parole voler preservare i prodotti nostrani e locali ma che nei fatti privilegia produzioni che arrivano anche da lontano per presentarle alla clientela a prezzi al di sotto di quelli di mercato.
Lo svantaggio è duplice: prodotti di qualità dubbia, raccolti mentre devono ancora completare la maturazione, conservati nella migliore delle ipotesi in frigoriferi, che percorrono migliaia di chilometri prima di giungere sulle nostre tavole; prezzi bassi che fanno crollare il mercato nostrano.
Spiega Massimo Pederzoli, Presidente Coldiretti Ravenna:
La prova che bisogna mettere mano ad una profonda revisione delle regole e dei meccanismi della filiera ortofrutticola sta nel fatto che in Regione Emilia Romagna la superficie complessiva dedicata a frutteti negli ultimi 15 anni è diminuita del 17% (passando dagli 89mila Ha del 1995 ai 74mila del 2009) con punte del 21,3% per le pesche e nettarine, del 30% per le mele, del 15,1% per le pere.
Via | Ravenna 24ore
Foto | Romagna Oggi
Ortofrutta: le ronde gialle di Coldiretti controllano nei supermercati la spesa a Km0
Giornata mondiale dell’Ambiente 2010: ma servono queste commemorazioni?

Il 5 giugno è la Giornata mondiale dell’Ambiente WED2010 o World Enviromental day, . Il giorno dopo è la volta della Giornata della decrescita. Oramai sul calendario a ogni giorno corrisponde una commemorazione molto spesso rivolta a sensibilizzare l’opinione pubblica alla tutela del Pianeta. La giornata dell’Ambiente è voluta e organizzata dall’UNEP, la sezione delle Nazioni Unite che si occupa di tutela ambientale: girano oltre a proclami, programmi e progetti anche tanti ma tanti soldi.
Dimostrazione? In Europa la manifestazione ufficiale si tiene nella verde Ginevra con il trenino elettrico che porta i visitatori in giro per il Parc Palais des Nations – Parc de l’Ariana aperto per l’occasione. Invece la sede mondiale dell’evento è in Rwanda, stato affatto tranquillo. Tema di questa giornata è “Milioni di specie. Un Pianeta. Un avvenire comune”. Il Rwanda è stato scelto perché:
è un luogo straordinariamente ricco di biodiversità che ha fatto dei progressi enormi in merito alla protezione dell’ambiente.
Migliaia gli eventi organizzati in tutto il modo come azioni di pulizia di spiagge, fondali marini oppure, concerti, mostre, festival o meeting e tanto altro. I testimonials sono la top model Gisele Bündchen, ambasciatrice UNEP che nella settimana della moda a San Paolo dall’8 al 14 giugno porterà il messaggio per la tutela ambientale. Mentre Don Cheadle sarà nominato ambasciatore. Dal sito è possibile votare l’eroe del WED tra: Luo Hong fotografo; Roz Savage che ha attraversato il Pacifico in solitaria; Charles e Sho Scott padre e figlio che hanno attraversato il Giappone in tandem; David de Rothschild con il progetto Plastiki e il Progetto Kaisei per la pulizia degli oceani.
L’evento, com’è prevedibile, muoverà migliaia di persone con aerei, treni, auto, tra delegati, rappresentanti e partecipanti di lusso E il tutto probabilmente sarà ignorato dai media principali se non come notizia spot o curiosa a cui riservare pochi minuti o poche righe. Non si parlerà approfonditamente di alcun tema e noi in Italia continueremo a credere che gli OGM saranno la risposta all’economia agricola e non la tomba della nostra biodiversità; continueremo a credere che il nucleare sarà la soluzione all’autonomia energetica e che dobbiamo viaggiare per proteggere l’ambiente e festeggiarlo a Ginevra.
Giornata mondiale dell’Ambiente 2010: ma servono queste commemorazioni?
Bioedilizia, nasce Edilpaglia l’associazione che aiuta a costruire case con balle di paglia

Finalmente arriva Edilpaglia associazione che metterà un po’ di ordine nella bioedilizia settore costruzione case con balle di paglia. La paglia aiuta a raggiungere elevata efficienza energetica, comfort ambientale e non ultimo sono case completamente sostenibili. In Francia è uno dei sistemi di costruzione più seguiti che vanta perciò una struttura organizzativa diramata e efficiente:a oggi sono state costruite 691 case.
Diversa la sitiazione nel nostro Paese dove le balle di paglia possono essere usate solo per tamponamento perimetrale poiché secondo le Norme tecniche per le costruzioni non è previsto l’uso delle balle di paglia con funzione portante.
Edilpaglia perciò è al lavoro sia per ottenere l’attestato di idoneità tecnica all’impiego di balle di paglia sia per realizzare un consorzio che produca balle di paglia certificate e adatte all’edilizia.
Via | Comunicato stampa
Bioedilizia, nasce Edilpaglia l’associazione che aiuta a costruire case con balle di paglia
Usa, detersivi per la casa killer per l’ambiente: i marchi incriminati
Negli Stati Uniti i consumatori hanno un ruolo molto attivi nella società dei consumi: sanno di costituire una potente lobby in grado di condizionare anche le scelte di mercato. Ecco che EarthJustice pubblica una lista di detersivi in vendita negli Usa (se non ci sono particolari differenze in etichetta anche qui da noi) valutati, per ora, dei veri killer per l’ambiente. (Ci sono anche prodotti riservati alla pulizia della persona).
La campagna di EarthJustice parte da lontano, cioè dall’associazione Women’s voices for the earth, cioè donne ambientaliste preoccupate delle conseguenze che i detersivi usati quotidianamente nelle loro case possono avere sulla loro salute e su quella dei loro familiari. Infatti non sempre in etichetta sembra siano dichiarate tutte le sostanze che compongono questi detersivi. Dunque, ricorrendo a una vecchia legge in vigore nello stato di New York EarthJustice ha scritto alle aziende produttrici, in molti casi, multinazionali, chiedendo conto delle sostanze chimiche presenti. Ebbene nel caso di quelle segnalate non è stata ottenuta alcuna risposta e sono 9 i detersivi di cui ancora non si conoscono gli ingredienti.
EarthJustice per questa campagna è stata citata in tribunale dalle multinazionali mentre Johnson&Johnnson subito dopo ha pubblicato un sito in cui sono esposti gli ingredienti chimici per prodotto.
Detersivi per la casa: i marchi incriminati


Via | The new ecologist
Usa, detersivi per la casa killer per l’ambiente: i marchi incriminati
Da ICEA il primo standard per prodotti da materiali riciclati
Il riciclo è una risorsa e serve non solo contrarre l’uso di risorse naturali, ma anche risparmiare energia e a diminuire i rifiuti da smaltire. Dunque, Icea, organismo di certificazione etica e ambientale ha rilasciato i primi standard per la certificazione dei prodotti realizzati con materiali da riciclo. Effettivamente un passo necessario considerato che sul mercato si trovano sempre più spesso prodotti derivati appunto non più da materie prime ma da materiali di riciclo. E non è detto che siano sempre rispettosi dell’ambiente.
Lo standard coinvolge una serie di prodotti che vanno dal tessile, agli imballaggi, ai materiali per bioedilizia, arredamento ecc. e il procedimento è comunque applicabile anche a diverse altre categorie. Spiegano all’ICEA:
Lo schema di certificazione analizza i flussi di materia ed energia al fine di determinare il contributo di ciascun prodotto per materie prime vergini risparmiate, riduzione dei consumi energetici e riduzione dei rifiuti. La valutazione si estende all’intero ciclo di vita del prodotto e si basa sulla metodologia Life Cycle Assessment (LCA), attraverso la quale I flussi di materia e di energia identificati lungo l’arco dell’intero ciclo di vita del prodotto vengono ordinati, classificati ed aggregati in diverse categorie di impatto ambientale, tecnicamente detti indicatori aggregati di impatto.
Via | Teatro Naturale
Foto | Flickr
Da ICEA il primo standard per prodotti da materiali riciclati
“Ri-Scartiamoci!” nel centro storico di Leverano
“Ri-Scartiamoci! Riduco, riuso, riciclo” è la manifestazione che nasce dalla collaborazione tra le Associazioni “Mujmuné – A sud di nessun nord” e “Atlantide – Città dei sogni” con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Leverano. Prenderà vita, nella cornice…
Tags: leverano
