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Articoli marcati con tag ‘europa’

Emissioni CO2: l’Europa è già a metà dell’opera. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

Emissioni CO2Secondo il report dell’Unione Europea sulle emissioni di gas serra messo a punto dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (Eea) è dimostrato come vi sia stato un netto calo delle di CO2 per l’anno 2008. Queste, per quel che riguarda i 27 membri, avrebbero segnato un 11,3% sotto il livello registrato nel 1990, mentre per l’ dei 15 si sarebbe raggiunta una riduzione del 6,9% comparata allo stesso periodo di riferimento.

Il report dice che l’Europa è sulla buona strada per raggiungere i suoi target di riduzione delle emissioni con le sole misure di politica interna. Secondo il direttore della Eea a determinare quest’aspetto sarebbero state le scelte politiche adottate dai Paesi membri. Secondo altri esperti è certo che il report per il 2009 avrà un bilancio ancora più roseo; tuttavia a pesare in questa situazione non sarà tanto la strada maestra imboccata dagli Stati membri verso uno sviluppo più sostenibile (che avrebbe comunque un peso significativo) quanto la recessione economica.

Ancor più in particolare ne verrà fuori che il fattore determinante sarà la combinazione dei prezzi alti di carbone e carbonio accompagnata da un calo di quelli del gas naturale che avrebbe portato i produttori di elettrica e termoelettrica a ridurre le proprie emissioni di gas serra nel 2008. Con le emissioni del 2008 così basse l’Europa avrebbe così già raggiunto più della metà del target di riduzione del 20% entro il 2020.

Numericamente i conti sembrano tornare, anche se, alla luce di queste considerazioni, sembra più un risultato da bicchiere mezzo vuoto che non mezzo pieno. Resta infine da osservare se, considerati i risultati raggiunti, l’UE abbia ancora intenzione di perseguire la strada di un obiettivo ancora più ambizioso (ovvero quello del cambio del target dal 20 al 30%) verso il quale molti Paesi hanno mostrato timida disponibilità e che l’Italia, per bocca del Ministro Prestigiacomo, non sembra assolutamente disposta a trattare.

Via | Bbc.co.uk; Eea.europa.eu
Foto | Flickr

Emissioni CO2: l’Europa è già a metà dell’opera. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

Emissioni: progetto per azzerare l’impatto ambientale dei piccoli comuni

Irlanda, 250 parchi eolici entro il 2020

Irlanda, entro il 2020 250 parchi eolici Anche l’Irlanda punta sull’ tanto da porsi come obiettivo di ottenere entro il 2020 il 40% dell’ da fonti rinnovabili. E per riuscire nell’impresa costruirà 250 impianti eolici.

Ha detto Aidan Corcoran responsabile per le costruzioni:

La rete andrà da Donegal a Sligo,da Mayo nell’est a Cork e da qui a Dublino.Il grande problema è ottenere l’appoggio della comunità locale e il consenso popolare.

L’operatore EirGrid responsabile per il collegamento dei parchi eolici, con il sistema di trasmissione dell’energia elettrica ha dichiarato che l’Irlanda è sulla buona strada per giungere al 15% di energia ottenuta da fornti rinnovabili per quest’anno. Attualmente sono disponibili 1379 MW di energia da fonti rinnovabili pari alla fornitura di i 1,4 milioni di case e entro il 2020 si dovrebbe giungere a un totale di 6.567 MW.

Via | Indipendent.ie, Irlandiani
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Irlanda, 250 parchi eolici entro il 2020

EOLICO, LA SORPRESA VIENE DALL’EST

Entro la fine del 2010 l’ eolica installata in potrebbe toccare gli 85GW. Lo sostiene la Associazione europea per l’energia eolica (Ewea) che rende note le sue previsioni per l’industria del vento europea. Il totale della capacità eolica dovrebbe dunque aumentare del 13% rispetto a quella disponibile alla fine del 2009. Un incremento che potrebbe modificare l’attuale classifica dei produttori in . Se la Germania resta sempre al primo posto, la Spagna – che fino all’anno scorso era la seconda produttrice di in – potrebbe fare una passo indietro per lasciar spazio alla Gran Bretagna. Secondo l’Ewea, infatti, il Regno Unito farà grandi progressi soprattutto nell’installazione di turbine onshore che affiancheranno quelle offshore già numerose sull’isola. A seguire ci sono la Francia e l’Italia, rispettivamente al quarto e quinto posto della classifica dei produttori di energia eolica in : secondo le previsioni dell’Ewea, installeranno centrali eoliche per 1GW ciascuna. La sorpresa maggiore dell’anno però riguarda i mercati est-europei, in particolare e che potrebbero dare il via a uno sviluppo esponenziale nell’eolico. Nonostante la scarsa attenzione mostrata finora verso l’energia prodotta dal vento nei due paesi – secondo i dati del 2009, la Romania arrivava appena a 14MW installati, la a 177MW – ci si aspetta che alcuni progetti siglati negli anni scorsi entrino nella loro fase attuativa e aumentino notevolmente la capacità eolica dei paesi. Per la Romania in particolare, a cambiare le sorti dell’industria eolica sarà principalmente il progetto di costruzione della più grossa centrale onshore d’ che, secondo i piani, potrebbe portare alla realizzazione di una capacità di circa 600MW.”Non ci aspettiamo che l’intera centrale entri in produzione per la fine dell’anno – ha detto il portavoce di Ewea – ma sicuramente darà una forte spinta all’industria eolica e alla capacità produttiva”. Se le previsioni sono giuste, questo potrebbe essere il terzo anno di fila in cui l’eolico la fa da padrone tra le fonti rinnovabili in termini di nuovi impianti installati e nuova energia prodotta, con un incremento superiore a quello dell’energia solare. Si potrebbe quindi superare il buon risultato dell’anno scorso, quando l’eolico ha rappresentato il 39% della nuova capacità energetica entrata in produzione. (9Colonne)

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EOLICO, LA SORPRESA VIENE DALL’EST

Nuove etichette europee: protesta solo Nutella Ferrero

la nutella protesta contro i profili nutrizionali Il parlamento Europeo ha votato per le nuove norme in merito alle etichette apposte sui . In pratica saranno date indicazioni nutrizionali e salutistiche che andranno a definire il profilo nutrizionale, il che permetterebbe al consumatore di scegliere i prodotti che lo aiutino a bilanciare e programmare la propria alimentazione.

Più precisamente, con il nuovo regolamento, che dovrà però essere approvato anche dal Consiglio Ue, sull’etichetta apposta sulla faccia principale si dovranno leggere quanti grassi, grassi saturi, zuccheri, sale e calorie ci sono, con in più le linee guida sulle quantità giornaliere di prodotto indicate per 100 grammi o per 100 millilitri.

Ma in a protestare è per ora la sola Ferrero Nutella, che si è sentita chiamare direttamente in causa dopo che già Greenpeace l’aveva tirata in ballo a proposito dell’olio di palma. Il problema non sono tanto le etichette quanto il fatto che i prodotti che non rientrano nelle linee definite dal nuovo regolamento non potranno più essere accostati in pubblicità a un immagine salutare, se questo non mantiene davvero le promesse. Dunque, addio al binomio Nutella-Nazionale e alle decine di prodotti accostati a sportivi.

Il can can per ora viene sollevato da Francesco Paolo Fulci vicepresidente del Gruppo Ferrero che ha dichiarato:

La nostra grande preoccupazione per la Nutella, come per la stragrande maggioranza dei prodotti dolciari è che ci dicono di non fare messaggi promozionali, ma domani – e ci sono già alcune organizzazione di consumatori che spingono in questo senso – ci faranno scrivere come sulle sigarette: ‘Attenti è pericolosa, favorisce l’obesità, o magari ci metteranno delle tasse fortissime come hanno previsto di fare in . Questo modo di procedere mette veramente in ginocchio l’intera industria dolciaria, piccola, media e grande, e per questo dobbiamo continuare la nostra battaglia che è una battaglia di libertà per il consumatore.

Spiega Frédéric Vincent portavoce del Commissario europeo alla salute:

Noi non diciamo che un alimento è buono o cattivo, ma solo che le indicazioni di benefici nutrizionali e salutistici promesse dalla pubblicità o riportate sulle etichette dei prodotti alimentari possono essere contestate e devono essere provate scientificamente. Il nostro fine è informare correttamente i consumatori: non dire loro cosa mangiare e cosa no, ma spiegare che cosa c’è in quello che mangiano.

Via | Leggo, Newsfood, Il Secolo XIX
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Nuove etichette europee: protesta solo Nutella Ferrero

Entro il 2020, taxi a idrogeno a Londra

I taxi neri di Londra sono uno dei leitmotiv della capitale britannica. Ampi, comodi, spaziosi… e terribilmente inquinanti! Per questo motivo, come già anticipato dagli amici di autoblog, è stato presentato nei giorni scorsi dal governo britannico il prototipo dei nuovi taxi “puliti” che, entro il 2020, sono destinati a sostituire completamente quelli attualmente in circolazione.

Il Fuel Cell Cab, frutto di un lavoro sinergico tra , Lotus Engineering, LTI Vehicles e TRW Conekt, pur mantenendo inalterarato l’aspetto della capitale inglese ne migliorerà senz’altro la qualità. Infatti, grazie a un sistema di celle a combustibile combinato con batterie ai polimeri di litio, e garantendo un’autonomia di oltre 400 km, il taxi sprigionerà dal tubo di scappamento solo e potrà “ricaricarsi” agevolmente in appena 5 minuti…

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Entro il 2020, taxi a idrogeno a Londra

L’energia eolica dell’UE prende velocità

Energia eolicaLa diffusa integrazione e l’uso dell’ eolica in sono destinati a diventare una realtà. Uno degli attori principali a premere per un futuro più verde è il progetto TWENTIES (“Transmission system operation with large penetration of wind and other renewable electricity sources in networks by means of innovative tools and integrated energy solutions“) finanziato dall’UE, che contribuirà a velocizzare l’uso di nuove tecnologie di energia eolica in tutta Europa. Con un budget di 56,8 milioni di euro (oltre la metà dei quali forniti da Tema Energia del Settimo programma quadro dell’UE), il progetto è una delle più grandi iniziative industriali riguardanti l’energia mai intraprese.

Il consorzio, formato da 26 membri, ha intenzione di rimuovere le barriere esistenti e aiutarci a entrare nella nuova era dell’elettricità. Alcuni dei maggiori gestori del sistema di trasmissione (GST) del mondo, aziende generatrici, produttori e organizzazioni di nel settore dell’elettricità hanno investito tempo e risorse come partner del progetto TWENTIES.

Coordinato da Red Eléctrica de España, un GST del sistema spagnolo, i partner del progetto intraprenderanno dimostrazioni a grandezza naturale nei prossimi tre anni per dimostrare i benefici delle nuove tecnologie, i metodi innovativi per la gestione del sistema e i servizi del sistema (come il controllo del voltaggio e della frequenza). Lo scopo è quello di trovare le soluzioni giuste agli attuali problemi dell’industria in modo da fare spazio all’integrazione di più energia eolica.

Il progetto è una misura pragmatica in risposta agli obiettivi dell’UE e mondiali nella lotta contro i cambiamenti climatici e per una maggiore sicurezza nell’approvvigionamento di energia. Questi obiettivi comprendono la visione dell’UE per il 2020 (cioè 20% di riduzione delle di CO2, 20% di miglioramento dell’efficienza dell’energia e 20% dei consumi da fonti di energia rinnovabili) e quelli definiti dal Piano strategico per le tecnologie energetiche (piano SET), che mira ad accelerare le tecnologie a basso consumo di carbonio ed efficienti in termini di costi.

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L’energia eolica dell’UE prende velocità

Eolico, per l’Ewea un 2010 da record in Italia e Francia

Eolico, per l'Ewea un 2010 da record in Italia e Francia

Giusto l’European Wind Energy Association (Ewea) ha diffuso le sue previsioni per il 2010 sulle vendite di turbine eoliche nel vecchio continente. Dati positivi, che vedono una crescita complessiva per l’Europa di circa 10 GW di potenza installata entro la fine dell’anno.

Alcuni salgono e altri scendono: Francia e Italia, in particolare, dovrebbero crescere di circa un GW ciascuna; buona la performance anche per Romania e Bulgaria e, infine, per l’Inghilterra anche se più off shore che on shore. Come era facile prevedere, la Germania sarà il mercato migliore per l’industria eolica nel 2010.

Diminuisce il trend, invece, la Spagna. Ma non è poi così strano pensando che negli anni passati tutta la penisola iberica è stata caratterizzata da uno sviluppo dell’ fin troppo repentino, culminato nel famoso out dovuto ad un imprevisto (anche se prevedibilissimo) eccesso di produzione.

Via | Ewea
Foto | Flickr

Eolico, per l’Ewea un 2010 da record in Italia e Francia

Mondiali Sud Africa 2010: i maxi schermi LCD per goderseli consumando meno energia

Mondiali Sud Africa 2010: i maxi schermi LCD per goderseli consumando meno energia

Con l’inizio dei mondiali di calcio in Sud Africa è scoppiata la corsa all’acquisto del maxi schermo televisivo. Tutti, se posso permetterselo, vogliono godersi i mondiali su un televisore nuovo, bello e grande.

Dalla Germania, però, arriva un avvertimento: la maggior parte dei televisori LCD venduti in queste ultime settimane consuma uno sproposito e, alla fine del campionato quando arriverà la prima bolletta, i consumatori se ne accorgeranno.

Lo pensa il Bund, cioè la Federazione tedesca per l’ambiente, che però, oltre all’allarme, ha diffuso anche l’informazione: una bella lista di televisori di grande dimensione, corredata dai dati tecnici minimi per distinguere le varie tecnologie implementate (si consigliano i Tv a Led, evitando in ogni caso le dimensioni titaniche), prezzi e consumi reali.

La lista (che trovate a questo indirizzo) ha una caratteristica positiva e una negativa: quella positiva è che è aggiornata ai primi di giugno, quindi niente prodotti vecchi o scarti di magazzino; quella negativa è che è tutta in tedesco.

Le tabelle, però, sono abbastanza comprensibili e la lista fa il suo lavoro anche se non si conosce la lingua. Se non avete già comprato un maxi schermo per guardare i mondiali e intendete farlo, ma avete un occhio di riguardo per il risparmio energetico e l’ambiente, dare uno sguardo ai consigli del Bund potrebbe essere una buona idea.

Via | Terranauta
Foto | Flickr

Mondiali Sud Africa 2010: i maxi schermi LCD per goderseli consumando meno energia

Auto elettriche: nel 2012 in arrivo la Tata Nano e la Murray T27

Auto elettriche: nel 2012 in arrivo la Tata Nano e la Murray T27

Da Autoblog due notizie interessanti sulle auto elettriche: due i modelli che dovrebbero vedere la luce nel 2012 ed essere dedicati al traffico cittadino. Si tratta della T27, versione elettrica della T25, e della , anch’essa disponibile anche con motore tradizionale termico.

La Murray è opera dell’ingegnere sudafricano Gordon Murray, ex protagonista della Formula 1. Autoblog, di questa vettura, esalta innanzi tutto le dimensioni compatte:

Per quanto riguarda il corpo vettura, la piccola di Murray è quanto di più compatto si possa immaginare: con i suoi 250 cm di lunghezza eguaglia la prima generazione della Smart ForTwo, e rispetto all’attuale microcar tedesca è più corta di ben 20 cm. La larghezza del modello è di 130 cm, l’altezza di 160 cm, il passo di 178 cm e il diametro di sterzata è di soli 6 metri. Il peso invece, sarà di 580 kg per la T25 e di 680 kg per la T27

Interessanti i dati del motore , decisamente tarato per la città:

Tutta la parte relativa alla propulsione elettrica è stata sviluppata insieme al partner tecnico Zytek Automotive. La T27 peserà appena 680 kg, nonostante la presenza del propulsore da 25 Kw e delle batterie al litio da 12 kwh. L’autonomia sarà compresa tra 80 e 100 miglia (130-160 km), con una velocità massima di 66 miglia (105 km/h) ed una accelerazione 0-100 km/h in meno di 15 secondi. Secondo Murray, considerando le necessarie per creare l’ elettrica per la ricarica, la vettura avrà un valore di CO2 combinato di 48 g/km, che scenderanno ad appena 28 g/km nell’uso cittadino. Le calcolate sull’intero ciclo vitale della vettura saranno così più basse del 42% rispetto ad una vettura tradizionale

Per quanto riguarda la Nano, invece, sembrerebbe che la versione elettrica sarà l’unica disponibile sul mercato europeo. I dati di targa di dimensioni, peso e potenza sono ancora sconosciuti, ma Autoblog ipotizza già il prezzo: intorno ai 12.000 euro. Molto meno delle sue future concorrenti Citroen C-Zero e Peugeot iOn che supereranno i 30.000 Euro.

Via | Autoblog

Auto elettriche: nel 2012 in arrivo la Tata Nano e la Murray T27

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