Articoli marcati con tag ‘governo’
Balneazione vietata a Napoli, Pisani “Tratti di costa non balneabili in…
Il Comune di Napoli attraverso il proprio sito fa sapere quali sono i tratti di costa cittadina balneabili e non balneabili per il 2010. “La presenza crescente di aree non balneabili è un problema di cui Regione e Governo, nonché le istituzioni locali devono far fronte. Non è…
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Rinnovabili vs. Nucleare: trionfa l’energia pulita
Si parla tanto di energia in Italia. Sulle scelte che il Governo sta preferendo, ovvero puntare sulle centrali nucleari. Con una ferma opposizione determinata da chi l’atomo proprio non riesce a mandarlo giù. Bisogna dire…

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Berlusconi e Sarkozy chiedono il protezionismo contro i killer del clima. L’Europa risponde: regaliamo le quote…
Un paio di giorni fa Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy hanno preso carta e penna e scritto una lettera al presidente della Commissione europea Juan Manuel Barroso. Oggetto della missiva le politiche economiche da intraprendere nei confronti di quei paesi che non rispettano gli accordi internazionali sul clima.
Nella lettera, pubblicata integralmente dal giornale on line Clandestino Web, si chiede di istituire una “compensazione finanziaria” nei confronti dei prodotti provenienti da paesi che continuano a produrre i propri beni senza curarsi più di tanto delle emissioni di CO2:
Disporre, nel quadro del negoziato internazionale, tra gli altri possibili strumenti, di questo meccanismo, che dovra’ ovviamente essere inclusivo e non protezionistico ci permetterebbe in effetti di prevenire il rischio di fuga di carbonio incoraggiando i Paesi terzi a adottare misure di riduzione delle loro emissioni, per esempio nel quadro dei partenariati settoriali
I due leader politici, qundi, parlano di misure non protezionistiche anche se è difficile trovare un’altra definizione a misure compensative del genere. Parlano anche di “fuga di carbonio”, o come la chiamano gli inglesi “carbon leakage“, che consiste nella prassi di delocalizzare la produzione in quei paesi che sono più tolleranti dal punto di vista climatico e ambientale.
L’Europa ha risposto dopo poche ore tramite una dichiarazione di Maria Kokkonen, portavoce della commissaria europea al Clima Connie Hedegaard, che ha ribadito quale sia la posizione europea in fatto di fuga di carbonio:
La Commissione Ue ritiene che la soluzione piu’ efficace per evitare ”fughe di carbonio” sia il sistema di free allocation, cioe’ l’assegnazione gratuita dei diritti di emissioni di Co2, nell’ambito del sistema di scambio delle quote Ets
Tuttavia la stessa portavoce nega che l’Europa sia “ostile” ad usare la leva fiscale. Quindi in un futuro non troppo lontano si potrebbe mettere in pratica un mix di politiche che prevedano carezze per i produttori europei che sforano le quote e pugno duro per chi fa esattamente la stessa cosa al di fuori dell’Europa.
Nel frattempo, tornando in Italia, è giunta anche la dichiarazione della senatrice del Pd Albertina Soliani, componente della Commissione politiche dell’Unione Europea:
Voglio ricordare che la mozione approvata ieri dalla maggioranza in Senato chiede al governo di non tenere conto degli obiettivi dell’Ue per il taglio delle emissioni. E, dunque, Berlusconi di cosa parla
Il riferimento è alla mozione anti Kyoto presentata dal senatore del Pdl D’Alì e approvata il 14 aprile dall’aula del Senato.
Via | Clandestino Web, Ansa, Partito Democratico

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L’anello ferroviario di roma olimpica il tempo 6 aprile
Giuseppe Pennisi L’omogeneità tra Governo nazionale, Governo regionale e Governo della città, unitamente alla volata conseguente la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020, rendono possibile la realizzazione di un progetto che, quale inizialmente concepito, si sarebbe…
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Privatizzazione acqua, Roma corteo di 200mila persone
Ieri, in concomitanza con un’altra importante manifestazione del Governo a Roma, si è svolto un maxi-corteo in favore della liberalizzazione dell’acqua. Un grido lanciato nel cielo da 200mila persone che si sono riunite -da tutta…

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Minturno (LT), Galasso dice NO al nucleare
Comunicato Stampa. Martedì pomeriggio, il dr. Aristide Galasso ha partecipato al sit-in fuori la centrale nucleare del Garigliano contro la decisione del Governo di destinare l’impianto allo stoccaggio e deposito di scorie nucleari. Il sit-in, organizzato dalla Federazione della…
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Minturno (LT), Galasso dice NO al nucleare
Il Ministro Scajola a Vegetalia: "22 milioni di euro per le rinnovabili". Incluso il nucleare?
Il Ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola non potendo essere presente, per impegni precedenti a Vegetalia Agro energie, la fiera dedicata alle rinnovabili che inizia domani e si chiude il 21 marzo a Cremona, ha inviato in un comunicato le sue dichiarazioni in merito alle politiche italiane sulle rinnovabili.
Spiega il Ministro che ci sono in ballo 22 milioni di euro da destinarsi proprio alla ricerca e alle fonti rinnovabili. La domanda che sorge spontanea è questa: è da intendersi che sono finanziate anche le centrali nucleari? Il Governo non ha mai fatto mistero nel dichiarare che il nucleare rientra nel ventaglio delle rinnovabili. Questa strana concezione è stata però smentita dalla Eu che qualche settimana fa ha ribadito che il nucleare non appartiene alle energie ottenute dalle fonti rinnovabili, ossia sole, biomasse, biofuels e vento.
La necessità di ricorrere a energia prodotta da fonti rinnovabili viene direttamente dalla Commissione Europea poiché entro il 2020 almeno il 17% di energia prodotta dovrà essere verde e l’Italia con molta probabilità non sarà in grado di rispettare questo obiettivo, il che ci costringerà ad acquistarla da altri. Sapete chi abbiamo indicato come possibili paesi fornitori di energia proveniente da fonti rinnovabili? Albania, Croazia, Montenegro, Svizzera e Tunisia. Ricordate i progetti di costruzione di centrali nucleari in Albania?
Ha detto Marlene Holzner, portavoce del commissario Ue all’energia Gunther Oettinger a proposito dei mix energetici da fonti rinnovabili che ogni Stato membro dovrà presentare alla Commissione entro il 30 giugno 2010:
La direttiva consente il trasferimento o l’importazione da altri Paesi. L’Italia ci ha detto che non ce la può fare da sola, pertanto è autorizzata a comprare energia rinnovabile, ad esempio dalla Germania, che registra un surplus. Se qualcuno non lo rispetterà scatterà il ricorso alla Corte di giustizia. La Commissione Ue non ha competenze sul ‘mix energetico’ e quindi non interferisce con le scelte di ciascun Stato membro.
Dopo il salto le dichiarazioni del Ministro Scajola.
Lo sviluppo delle fonti rinnovabili è una delle priorità del Governo Berlusconi. Puntiamo a raggiungere l’obiettivo del 25% di energia elettrica prodotta da fonte rinnovabile. Per ottenere questo risultato, il Ministero dello sviluppo economico ha avviato un articolato pacchetto di interventi: semplificazioni procedurali, armonizzazione delle normative regionali, incentivi per l’innovazione. Siamo inoltre intervenuti per promuovere la ricerca, con uno stanziamento di 22 milioni di euro destinato proprio al settore delle fonti rinnovabili.
I risultati conseguiti sono promettenti. Alla fine del 2009, abbiamo raggiunto il record di oltre mille MegaWatt di potenza installata nel fotovoltaico. Un incremento del 288% rispetto al 2008, che ha portato l’Italia al secondo posto nella classifica dei Paesi europei, preceduta solo dalla Germania.
Nel settore dell’eolico, al 31 dicembre 2009 risultavano installati impianti per quasi 5.000 MegaWatt, con una crescita del 37% rispetto all’anno precedente. Inoltre, con quasi 18.000 MegaWatt di potenza installata, manteniamo il primato europeo nel campo dell’idroelettrico.
Ma l’impegno del Governo Berlusconi non si ferma qui. Il 10 febbraio scorso è stato approvato il decreto legislativo che semplifica le regole per lo sfruttamento della geotermia. Grazie a provvedimenti come questi, il settore in Italia ha raggiunto il record di produzione do oltre 5.000 GigaWatt/ora all’anno. A breve sarà approvato anche il decreto interministeriale per l’estensione degli incentivi alla produzione di energia da biomasse agricole.
Il panorama delle rinnovabili, dunque, è in ottima espansione e la risposta positiva della filiera industriale alle norme messe in campo dal Governo ci fa ben sperare. Certo che da Vegetalia AgroEnergie giungeranno rilevanti contributi di analisi e approfondimento, auguro a tutti i partecipanti un buon lavoro per la costruzione in Italia di un futuro energetico più sicuro e rispettoso dell’ambiente.”
Via | Comunicato stampa, Edilportale
Foto | Flickr

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Il Ministro Scajola a Vegetalia: "22 milioni di euro per le rinnovabili". Incluso il nucleare?
Nucleare, Fineschi (Università di Pisa): la società italiana non è pronta

Qualche giorno fa il sito web Energia Spiegata, edito dall’Agenzia di Ricerche Informazione e Società (Aris) assai nota per il suo rapporto annuale sul fenomeno Nimby, ha pubblicato un’intervista di Agnese Bertelli a Fabio Fineschi, professore ordinario di Impianti Nucleari all’Università di Pisa. L’intervista, fatta molto bene, è incentrata sul grosso deficit di comunicazione che c’è in Italia tra l’industria, specialmente quella dell’energia, e la popolazione. Un deficit dal quale deriva buona parte dell’effetto Nimby.
Il prof. Fineschi, rispondendo alle domande della Bertelli, tocca vari argomenti. Uno, però, è molto interessante anche per i lettori di Ecoblog: il nucleare. Fineschi, con il lavoro che fa, di certo al nucleare è favorevole. Tuttavia è anche incredibilmente lucido e onesto nell’affermare che, in Italia, lo sviluppo di tale tecnologia potrebbe dare più problemi che altrove. Il problema, secondo Fineschi, non sta nella tecnologia nucleare in sè, bensì nella società italiana:
I problemi tecnici ed economici del nucleare possono essere risolti da bravi, coscienziosi e cauti esperti (che ci sono), ma il nucleare richiede anche una società (che non c’è) che sia capace di accoglierlo e gestirlo con rigorosità politica ed etica, una società che si impegni a bonificare il territorio dalle mafie e dalla corruzione. È questo l’aspetto drammaticamente più urgente della questione nucleare (e non solo), che interroga tutte le istituzioni del nostro Paese, per la soluzione del quale è necessario creare competenze scientifiche e professionali, mobilitazione politica e sociale, tensione morale. Sono questi gli interrogativi a cui si deve dare una risposta vera e significativa, chiamando a giudici tutti i cittadini
In un’epoca come quella del ritorno italiano al nucleare, in cui il governo nazionale ha già annunciato di voler fare tutto da solo, con procedure straordinarie e senza curarsi del parere degli enti locali, dichiarazioni come quelle del Prof. Fineschi dovrebbero far riflettere. Si dirà: se il nucleare lo si fa dall’alto, senza passare dalla bassa politica locale, mafia e corruzione dovrebbero essere tenute a bada. Non è mica garantito: è lo stesso Fineschi a dichiararsi assai poco fiducioso nel sistema politico italiano:
Quando poi scoppiò lo scandalo Tangentopoli, mi domandai se il nucleare era stato affossato proprio da quelli che pensavano di non poterci speculare sopra perché tecnicamente troppo “protetto”, ma soprattutto mi chiesi: la tecnologia nucleare, la rigorosità con cui deve essere gestita la sua sicurezza, sono compatibili con fenomeni quali Tangentopoli?
Aggiungiamo noi: siamo sicuri che l’Italia sia totalmente fuori da fenomeni come Tangentopoli?
Via | Energia Spiegata
Foto | Flickr

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Nucleare, Fineschi (Università di Pisa): la società italiana non è pronta
Nucleare, Sarkozy: accattatevillo! Scajola: vengo anch’io!

Aprendo la conferenza internazionale sull’accesso al nucleare civile di Parigi il Presidente della Regpubblica Francese, Nicolas Sarkozy, ha toccato uno degli argomenti più discussi nella grande questione nucleare: l’ostracismo da parte della grande finanza internazionale nei confronti dell’atomo. In particolare Sarkozy ha detto:
Non capisco e non accetto l’ostracismo ai progetti nucleari da parte delle istituzioni finanziarie
In realtà Sarkozy la cosa la capisce benissimo, anche se non lo dice: gli istituti finanziari preferiscono altre forme di investimento nel settore dell’energia, specialmente le rinnovabili. Anche perchè è noto a tutti che il nucleare lo paga il pubblico e non il privato, in tutto il mondo. Si è sempre fatto così e così si continuerà a fare, vista anche la recente decisione di Obama di finanziare due nuove centrali negli Stati Uniti.
Alla stessa conferenza internazionale ha parlato anche il nostro Ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, che ha ribadito la ferma intenzione del Governo Berlusconi di tornare al nucleare. Scajola ha persino fornito una data:
Il programma nucleare italiano procede nei tempi previsti. Il Governo italiano sta creando le condizioni necessarie affinchè le imprese possano avviare i lavori per la costruzione della prima centrale nucleare entro il 2013
Fretta, frettissima. Prima che gli italiani abbiano il tempo per farsi un’idea ben informata sul nucleare e, soprattutto, a dispetto di qualunque opposizione delle Regioni sui possibili siti.
Via | Agi, Libero
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