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Articoli marcati con tag ‘inquinamento’

L’ìnquinamento ci costa 6,4 milioni

Gli elevati valori di polveri sottili, causa principale dell’ dell’aria delle nostre città’, non rappresentano solo un danno per la salute, ma anche per le casse dello e di questo ‘bisogna tenere conto quando si adottano specifiche misure rivolte al…

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Latte Materno: quello delle donne milanesi è più inquinato

Comunemente si pensa che allattare al seno il proprio figlio sia la scelta migliore, e sicuramente lo è se non fosse per…l’. E tra , e , i ricercatori hanno sentenziato che il latte più inquinato lo producano proprio le donne milanesi. Questo il…

Tags: latte materno università cattolica unione europea

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Marea Nera, marinaio si suicida. “Disperato per il disastro”

Il capitano di un’imbarcazione assoldato dalla Bp per la pulizia delle acque del golfo si è tolto la vita sparandosi con la sua pistola. Da quanto riferito dal suo equipaggio “era sconvolto dalla portata dell’”       Un dramma personale scuote le operazioni per…

Tags: greggio

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Inquinamento da trasporto, diminuiscono le emissioni di Co2

Finiscono sempre nel mirino, colpevoli – secondo molti – di gran parte dell’. In realtà, nei primi cinque mesi dell’anno, l’incidenza di auto, moto e camion è inferiore rispetto al 2009. Secondo il Ricerche Autocarro, che ha elaborato dati del…

Tags: emissioni di co2 benzina autotrazione daniel gainza

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La terza pista a Malpensa distruggerà il Parco del Ticino?

Per l’Expo 2015 già fervono i preparativi, anche non sempre essi sono esattamente sostenibili come la decisione, comunicata pochi giorni fa, di permettere la costruzione di una terza pista a finalizzata a raddoppiare il traffico aereo. Allungandosi nella zona est dello scalo, incrementando l’attuale superficie aeroportuale di un terzo grazie alla concessione di territori del demanio militare alla – la società di gestione degli aeroporti milanesi, la terza pista si avvicinerà pericolosamente al Parco del Ticino, dichiarato “Riserva Naturale della Biosfera” dall’. Spazzando via molte delle sue 4.932 specie censite.

Più in dettaglio, l’area individuata è quella di Gaggio, 330 ettari di brughiera e verde incontaminato che fungono da importantissimo corridoio ecologico per la biodiversità. Intanto, comuni – non solo quelli limitrofi -, privati cittadini e ambientaliste, in particolare il Fai – Fondo per l’Ambiente Italiano – e il WWF sono già sul piede di guerra. Da più parti, e a buon diritto, si lamenta il senso di una decisione frutto più di un piano industriale che di una valutazione ambientale. Le cittadine a ridosso dell’area non potrebbero gestire un aumento del traffico senza addivenire alla costruzione di nuove strade a scorrimento veloce e, nonostante le promesse dei vertici politici, l’aumento dell’ atmosferico e acustico non potrebbe essere contenuto entro limiti “accettabili. Occorre al più presto mettersi al lavoro sulla VAS (la Valutazione Ambientale Strategica) che potrebbe fare chiarezza sull’ complessivo dell’opera sul territorio. Ma per molti, non è necessaria un’indagine approfondita per valutare i rischi di un ampliamento insensato come questo… Dall’altra parte, WWF e FAI si sono uniti per portare avanti una serie di proposte semplici e concrete che possano fungere da soluzione alternativa alla terza pista:

la creazione di collegamenti più efficenti tra gli scali di Malpensa, Linate, Orio al Serio; la correzione all’errore strutturale che non permette alle due piste in uso di funzionare simultaneamente; lo studio di un piano indirizzato verso un’ efficente e continua sinergia tra gli aeroporti dell’intero Nord e, infine, ricontrattare il traffico dei carico merci per permettere maggiori quote di trasporto passeggeri

Secondo Giulia Maria Mozzoni Crespi, il presidente onorario del fondo per l’ambiente italiano,

Se si costruisse la terza pista di Malpensa, la pressione dell’inquinamento e del rumore diventerebbe una morsa sull’intero Parco del Ticino che è l’unico corridoio ecologico rimasto integro in alta Italia. Sarebbe un danno incalcolabile perché distruggerebbe un paesaggio di straordinaria bellezza che è anche una fonte di ossigeno e di ricreazione psicologica per tutta la Lombardia.

Forse, più romanticamente, basterebbe domandare al Martin Pescatore, inesausto amante del Parco del Ticino, se la soluzione dell’ampliamento dello scalo aeroportuale sempre più a ridosso del “suo” fiume possa essere sostenibile o no.. E sappiamo già cosa risponderebbe questo simpatico uccello…

Foto | Flickr

La terza pista a Malpensa distruggerà il Parco del Ticino?

A Torino banditi i sacchetti di plastica: inizia la nuova era del riciclo!

L’attento riciclo dei potrebbe rappresentare nel contesto attuale, un’arma solida ed efficace contro l’oramai imperante globale, un’arma che a noi consumatori, tra l’altro, costerebbe poco rispetto alle nostre abitudini di vita e, per lo più,…

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A Torino banditi i sacchetti di plastica: inizia la nuova era del riciclo!

Architettura sostenibile: cactus fiorito enorme a Rotterdam

creare murales pulendo i muri: graffiti al contrario

Arte – = . E’ questa l’equazione che secondo Orion sarebbe alla base della sua ultima opera d’ arte metropolitana , ed è difficile dargli torto: è proprio “lavando via” l’inquinamento incrostato ed ammassato all’interno del tunnel…

Tags: alexandre orion

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Pesticidi nel piatto 2010: Agrofarma smentisce tutto

Pesticidi nel piatto 2010: Agrofarma smentisce tutto

si dichiara “stupita” dal rapporto Pesticidi nel piatto di Legambiente. Secondo il rapporto, presentato pochi giorni fa, sarebbero in crescita sia i campioni di ortofrutta contaminati da pesticidi sia la pericolosità delle sostanze utilizzate in agricoltura, con un ritorno (fortunatamente su un unico campione ma comunque inquietante) del DDT.

Secondo l’associazione di categoria dell’industria agrofarmaceutica, però, i dati di Legambiente sarebbero smentiti da quelli ufficiali:

In relazione a quanto emerso dalla conferenza stampa di Legambiente, Agrofarma-Associazione nazionale imprese agrofarmaci, che fa parte di Federchimica, esprime la propria sorpresa nel constatare come Legambiente smentisca le valutazioni delle autorità competenti preposte al controllo. In le produzioni agroalimentari sono estremamente controllate e le rigorose verifiche effettuate su migliaia di campioni forniscono un quadro del tutto rassicurante per il consumatore che smentisce i toni allarmistici diffusi da Legambiente

Agrofarma, poi, entra nel merito e critica le conclusioni di Legambiente. In particolare per quanto riguarda la presenza di campioni con residui multipli, cioè residui di più sostanze chimiche nello stesso prodotto:

Per quanto riguarda la possibile presenza di residui multipli, esaminata da molti scienziati in tutto il mondo e da molte autorità, ad non esiste alcuna evidenza scientifica che dimostri l’esistenza di un effetto additivo o addirittura potenziante dei residui multipli, quando questi sono presenti ai livelli riscontrati negli alimenti. Gli esperti della Fsa per esempio, l’agenzia per la sicurezza alimentare del Regno Unito, si sono più volte interessati al problema dei residui multipli ed hanno concluso che non c’è motivo di supporre che essi rappresentino una minaccia per la salute dell’uomo

In chiusura, l’industria del fitofarmaco si toglie un sassolino dalla scarpa e torna a parlare della moria delle api che ha portato, circa due anni fa, al divieto di utilizzo dei neonicotinoidi:

Per quanto riguarda la moria delle api, si ricorda che i neonicotinoidi, gli agrofarmaci ritenuti responsabili del fenomeno, sono stati sospesi da quasi due anni e ciò non ha comportato una diminuzione della moria, come riconosciuto in diverse occasioni dalle stesse di apicoltori

Tra Legambiente e Agrofarma, quindi, la guerra sembra che non sia destinata a finire a breve.

Via | Agricolturaonweb
Foto | Flickr

Pesticidi nel piatto 2010: Agrofarma smentisce tutto

La Valle d’Aosta dice stop alle stoviglie di plastica

Bicchieri di plasticaDella Valle d’Aosta avevamo già parlato tempo fa a proposito della volontà da parte della Regione di bandire la distribuzione delle buste di plastica nel territorio. Ebbene nei giorni scorsi il Consiglio Regionale locale si è spinto oltre, tanto da decidere di mettere al bando addirittura le stoviglie di plastica nelle sagre di paese, feste pubbliche, anche organizzate da privati, e in occasione delle manifestazioni istituzionali.

Il fine è ovviamente quello di ridurre la produzione di . Promotore dell’iniziativa è l’assessorato all’Ambiente, che ha già raggiunto un accordo con le Pro Loco e le di categoria locali.

Il progetto, chiamato “Ecolo fête”, prevede un decalogo con le regole da seguire per una festa a impatto zero: si va dalla sostituzione delle stoviglie di plastica usa e getta con piatti, posate e bicchieri lavabili, all’uso di tovaglie riutilizzabili; dall’istituzione di modalità di , all’asporto del cibo non consumato; dalla messa in opera di progetti di comunicazione, alla promozione di eventi di educazione ambientale durante le feste.

L’obiettivo ovviamente è quello di dare un segnale concreto dell’impegno degli enti pubblici verso la tutela dell’ambiente, di mostrare come si possano introdurre cambiamenti nel proprio stile di vita e ridurre la produzione di rifiuti contenendone i costi di gestione. Il progetto si presenta particolarmente interessante seppur probabilmente oltremodo ambizioso, considerando che le stoviglie tradizionali mal si prestano per questo genere di eventi.

Personalmente, nonostante condivida in pieno l’originalità dell’iniziativa, mi rimangono numerosi dubbi. Se da un lato infatti può sembrare perseguibile la strada al virtuosismo nelle sagre paesane e negli eventi pubblici, mi lascia un po’ di dubbi l’applicazione negli eventi privati dove le modalità di controllo e il rispetto delle regole potrebbero essere decisamente complicati.

Intanto seguiamo l’evolversi della questione, nella speranza che i dubbi rimangano tali e che questo progetto possa essere poi da esempio anche per realtà ben più complesse della Valle d’Aosta.

Via | Regione.vda.it
Foto | Flickr

La Valle d’Aosta dice stop alle stoviglie di plastica

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