Articoli marcati con tag ‘partiti’
Certificati verdi, Edo Ronchi: "la legge finanziaria mette al tappeto le rinnovabili"
L’ex ministro dell’Ambiente Edo Ronchi, oggi ritiratosi dalla politica per condurre attività accademica, critica aspramente l’art. 45 della legge finanziaria che mette mano al meccanismo dei certificati verdi (CV).
L’articolo in questione, se venisse approvato, abolirebbe l’obbligo da parte del GSE di acquistare i CV in eccesso e modificherebbe in maniera drastica il mercato delle rinnovabili. L’obbligo di acquisto è da tempo aspramente criticato da più parti: non permettendo che i certificati verdi restino invenduti ne tiene alto il prezzo che, altrimenti, dagli 80-90 euro attuali passerebbe a 20-30 euro a certificato.
Molti puristi dell’economia, ma soprattutto molti detrattori delle energie rinnovabili, non vedono l’ora che i CV crollino di prezzo: essendo il metodo principale con cui lo stato paga le rinnovabili, un crollo del prezzo renderebbe decisamente meno vantaggioso produrre energia pulita.
Secondo Ronchi, però, sarebbe sbagliatissimo:
circa l’80% degli investimenti in nuovi impianti eolici e da biomasse, cioè 3.300 MW, sono finanziati per oltre 5,3 miliardi con business plan che si basano sulla normativa vigente
Il che vuol dire che se cambia la normativa, e crolla il prezzo, ci troveremmo con l’80% dei progetti fuori mercato. Se non è una strage, poco ci manca…
Via | QualEnergia
Certificati verdi, Edo Ronchi: “la legge finanziaria mette al tappeto le rinnovabili”
Mobilità sostenibile: le città italiane vogliono diventare smart city

Genova con Palermo, Firenze, Catania e Torino si candida a diventare una smart city. Ma cos’è? E’ una città che ha deciso di puntare su risparmio e efficienza riducendo così il proprio impatto ambientale. Con una montagna di soldi della Comunità europea: 11miliardi di euro che saranno divisi tra 30 città europee.
Smart cities è un progetto integrato che coinvolge grandi città attraverso una gestione “brillante” dai rifiuti e ai trasporti, ad esempio. La mobilità sostenibile, ottenuta attraverso una rete integrata di interscambio e l’impiego di mezzi per il trasporto pubblico innovativi e a basso impatto ambientale, è uno dei cardini su cui gira l’intero progetto. A essere ridotte però anche le emissioni industriali; interviene con la bioedilizia per diminuire l’impatto degli edifici, si amplia il verde urbano; si risparmia sull’illuminazione pubblica usando sistemi tecnologicamente avanzati; si risparmia il suolo; si bonificano le ex aree industriali.
La faccenda però è complessa e richiede una sinergia tra i diversi partecipanti: enti, aziende, imprenditori che dovranno essere coordinati sotto un unico progetto. A oggi, per Genova sono stati chiamati a intervenire circa 60 soggetti.
Mobilità sostenibile: le città italiane vogliono diventare smart city
Santa Margherita Ligure: poliziotto in borghese punirà chi non fa raccolta differenziata

In quel gioiellino della Riviera che è Santa Margherita Ligure per preservare ulteriormente la bellezza del luogo e per meglio tutelare l’ambiente scende in strada il poliziotto dei rifiuti. La figura del controllore deriva dal personale tecnico e vigilerà da oggi, in borghese, affinché i cittadini conferiscano correttamente i rifiuti, non lordino il suolo e provvedano a raccogliere le deiezioni delle loro amici animali. Pena, multe salatissime.
In realtà anche se i vigili urbani hanno già il compito di provvedere allo stesso genere di controllo a Santa Margherita Ligure hanno ritenuto necessario usare questa figura per supportare la raccolta differenziata. Spiega Michele Corrado, assessore comunale all’Ambiente:
La misura è volta sia alla salvaguardia del decoro urbano che a favorire l’ obiettivo obbligato del 65% di raccolta differenziata entro il 2012 quale minimo richiesto dall’Unione Europea e dalla legislazione italiana.I comuni che non raggiungeranno gli obiettivi nei termini fissati saranno sanzionati, e tale costo aggiuntivo si ripercuoterebbe inevitabilmente sui cittadini (aumento della TARSU per es.). Ad oggi questa percentuale si attesta quasi al 32%, e sebbene sia un risultato che posiziona Santa Margherita tra i comuni più sensibili della provincia di Genova, non costituisce per l’amministrazione un risultato soddisfacente o comunque sufficiente a garantire la diminuzione dell’attuale costo collettivo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Secondo il Sindaco Roberto De Marchi, la via dell’azione repressiva è l’unica possibile:
La Giunta ha preso atto delle proteste verso la carenza di civiltà che sembra caratterizzare una parte di cittadini e ospiti, e ha convenuto pienamente sull’intollerabilità di taluni comportamenti potenziando la propria azione repressiva.
Via | MenaboNews
Foto | Flickr
Santa Margherita Ligure: poliziotto in borghese punirà chi non fa raccolta differenziata
Nasce l’intergruppo parlamentare anti ogm

Sono già una ventina, tra deputati e senatori, i parlamentari italiani che hanno aderito all’intergruppo “Liberi da ogm”. Gran parte sono del Pd, ma ci sono anche pidiellini e leghisti. Il fronte del no agli ogm nel Parlamento italiano, quindi, è decisamente trasversale.
L’intergruppo nasce dal dialogo dei parlamentari con le associazioni agricole contrarie agli organismi geneticamente modificati (in pratica tutte le maggiori, tranne Confagricoltura) e ha come obbiettivo la promozione di iniziative politiche in favore dell’agricoltura non ogm.
Al momento gli aderenti sono pochi, considerato che tra Camera e Senato ci sono un migliaio di parlamentari, ma si prevede che già dai prossimi giorni il numero possa crescere: i fondatori del gruppo, infatti, hanno distribuito a tutti i colleghi una nota per spiegare le proprie ragioni e chiedere l’adesione all’intergruppo.
Al momento gli aderenti sono:
Alla Camera: Massimo Fiorio, Luciano Agostini, Sandro Brandolini, Susanna Cenni, Giuseppina Servodio, Nicodemo Nazzareno Oliverio, Ermete Realacci e Marco Carra, tutti del Pd; Corrado Callegari e Sebastiano Fogliato, entrambi della Lega Nord; l’Udc Teresio Delfino e Francesco Biava del Pdl.
Al Senato: Francesco Ferrante, Roberto Della Seta e Leana Pignedoli, del Pd; il Pdl Fedele Sanciu; l’Idv Elio Lannutti.
Via | Terra Nuova
Rifiuti Sicilia, Lombardo: "Abbiamo fatto cose rivoluzionarie"
Alla faccia della modestia! La Sicilia è sull’orlo di una tremenda crisi dei rifiuti ma il governatore Raffaele Lombardo non perde l’occasione per farsi bello: in un videopost pubblicato sul suo blog rivendica tutti i successi e i meriti, suoi e degli assessori regionali, in merito alla gestione della crisi.
“La Regione ha fatto cose rivoluzionarie” dice alla telecamera Lombardo. Quali sarebbero? La chiusura dell’Arra, l’Agenzia Regionale Rifiuti e Acque inventata da Cuffaro ai tempi del commissariamento (circa otto anni fa), ad esempio. Peccato, però, che con l’Arra Lombardo ci ha convissuto e lavorato per un paio di anni, prima di rendersi conto che buona parte dei problemi venivano proprio dall’agenzia stessa.
I termovalorizzatori bloccati, poi. Se non fosse che, anche in questo caso, Lombardo è arrivato con qualche anno di ritardo rispetto alla sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha bocciato la gara per i quattro mega inceneritori siciliani. Ma Lombardo è arrivato, al contrario, puntualissimo rispetto all’inchiesta della magistratura di Palermo che sta facendo pelo e contro pelo al perverso sistema di gestione dei rifiuti nel capoluogo siciliano. E, giusto per notarlo, Lombardo non è affatto contrario ai termovalorizzatori: è contrario a quelli “organizzati” da Cuffaro…
Altra cosa che Lombardo ritiene rivoluzionaria: la richiesta di essere nominato commissario delegato all’emergenza rifiuti per sbrigare la faccenda con procedure d’urgenza in deroga alle leggi. Anche in questo caso, il rivoluzionario Raffaele arriva tardi: il primo commissariamento è ormai vecchio di oltre dieci anni e questo sarebbe il terzo (Capodicasa, Cuffaro e Lombardo).
Non si capisce, quindi, dove stia la rivoluzione. Specialmente considerando il fatto che la storia vista fino a questo momento in Sicilia assomiglia fin troppo a quella, ben più nota, della Campania. Con una pecca in più: in Sicilia le discariche ancora di spazio ne hanno e di tempo per mettersi in regola ce ne sarebbe. Il guaio, al contrario, è tutto finanziario: se c’è immondizia nelle strade di Palermo e Catania è perchè i rispettivi Ato non hanno neanche i soldi per pagare gli stipendi…
Via | Raffaele Lombardo Blog
Video | Raffaele Lombardo Blog
Rifiuti Sicilia, Lombardo: “Abbiamo fatto cose rivoluzionarie”
Appello di Obama ai suoi elettori:"Firmate per fermare il petrolio e avere energie rinnovabili"
E’ una iniziativa credo unica nel suo genere: il Presidente Obama contatta via email i suoi elettori e chiede loro di firmare una petizione per abbandonare l’uso del petrolio e passare decisamente alle energie rinnovabili.
Ovviamente l’invito parte dal disastro della marea nera causato dall’incidente alla piattaforma di estrazione Deepwater Horizon della Bp, lo scorso 20 aprile. Scrive Mr. Obama:
La fuoriuscita di petrolio BP è il peggiore disastro ambientale del suo genere nella storia della nostra nazione. La mia amministrazione ha schierato tutti gli strumenti a disposizione per le iniziative di risposta. In migliaia stanno lavorando giorno e notte, compresi alcuni dei migliori scienziati e ingegneri provenienti da tutto il mondo.
Ma specifica Obama che anche quando si sarà eliminato ogni residuo rilasciato dalla marea nera e tutto l’ecosistema e la vita delle persone saranno tornate alla normalità resterà in piedi la lezione appresa: il petrolio non dovrebbe più essere annoverato tra le fonti di energia adottabili. Spiega Obama che gli Stati Uniti consumano il 20% di tutto il petrolio estratto nel mondo e che ne possiedono solo il 2%. Una proporzione non più sostenibile anche per un gigante dell’economia come quello statunitense. Dunque come ridurre la dipendenza da petrolio?
Dopo il salto il testo originale della lettera.
Scrive Obama:
La nostra dipendenza dal petrolio ci impone di inviare miliardi di dollari della nostra sudata ricchezza ad altri paesi ogni mese – inclusi molti nelle zone pericolose e instabili. In altre parole, la nostra continua dipendenza dai combustibili fossili mette a repentaglio la nostra sicurezza nazionale. E soffochiamo il Pianeta. E continuerà a mettere la nostra economia e il nostro ambiente a rischio. Non possiamo ritardare più, e per questo motivo chiedo il vostro contributo nel sostenermi e nel sostenere l’energia pulita.
Conclude Obama scrivendo della necessità di reinventare l’economia partendo dalle energie rinnovabile, perché diversamente non solo sarà un occasione persa:
Ma se ci rifiutiamo di prendere in considerazione la totalità dei costi della nostra dipendenza di combustibili fossili – e se ci rifiutiamo di ascoltare gli avvertimenti da parte disastro nel Golfo – avremo perso l’occasione migliore per cogliere un futuro fatto di energie pulite. Chiedo il vostro aiuto oggi per dimostrare che il popolo americano è pronto per il futuro. Perfavore aggiungete il vostro nome al mio.
Giusto un paio di considerazioni: ma Mr.Obama non è il presidente degli Stati Uniti e non è forse l’uomo più potente, politicamente, del Mondo? Perché nonostante il mandato degli elettori chiede ancora il consenso? E abbandonare il petrolio in favore di una più ampia diffusione delle energie rinnovabili non faceva già parte del suo programma, per cui è stato votato?
Testo originale dell’appello:
The BP oil spill is the worst environmental disaster of its kind in our nation’s history. My administration has deployed every tool at our disposal for the response efforts. Thousands are working around the clock, including some of the top scientists and engineers from around the world.
We are working to hold BP accountable for the damage to the lands and the livelihoods of the Gulf Coast, and we are taking strong precautions to make certain a spill like this never happens again.
But our work will not end with this crisis. That’s one of the reasons why I invited lawmakers from both parties to join me at the White House today to discuss what it will take to move forward on legislation to promote a new economy powered by green jobs, combat climate change, and end our dependence on foreign oil.
Today, we consume more than 20 percent of the world’s oil, but have less than two percent of the world’s oil reserves. Beyond the risks inherent in drilling four miles beneath the surface of the Earth, our dependence on oil means that we will continue to send billions of dollars of our hard-earned wealth to other countries every month — including many in dangerous and unstable regions.
In other words, our continued dependence on fossil fuels will jeopardize our national security. It will smother our planet. And it will continue to put our economy and our environment at risk. We cannot delay any longer, and that is why I am asking for your help.
Please stand with me today in backing clean energy. Adding your name will help Organizing for America create a powerful, public display of support for making this change happen.
The time has come, once and for all, for this nation to fully embrace a new future. That means continuing our unprecedented effort to make everything — from our homes and businesses to our cars and trucks — more energy-efficient. It means rolling back billions of dollars of tax breaks to oil companies so we can prioritize investments in clean energy research and development.
But the only way the transition to clean energy will ultimately succeed is if the private sector is fully invested in this future — if capital comes off the sidelines and the ingenuity of our entrepreneurs is unleashed. And we can do that by finally putting a price on carbon pollution.
Many businesses have already embraced this idea because it provides a level of certainty about the future. And by pouring resources into research and development, by building new markets, we will reinvent our economy — creating opportunities for entrepreneurship, for new companies and new jobs all across the country.
There will be transition costs and a time of adjustment. But if we refuse to take into account the full costs of our fossil fuel addiction — and if we refuse to heed the warnings from the disaster in the Gulf — we will have missed our best chance to seize the clean-energy future we know America needs to thrive in the years and decades to come.
The House of Representatives has already passed a comprehensive energy and climate bill, and there is currently a plan in the Senate — a plan that was developed with ideas from Democrats and Republicans — that would achieve the same goal. Today, I met with congressional leaders to determine a path forward. But this is an issue that Washington has long ignored in favor of protecting the status quo.
So I’m asking for your help today to show that the American people are ready for a clean-energy future.
Please add your name to mine.
Thank you,
President Barack Obama
Via | my.barackobama
Foto | Flickr
Appello di Obama ai suoi elettori:”Firmate per fermare il petrolio e avere energie rinnovabili”
In Canada primo passo verso la legge di riduzione della CO2

Il Canada fa un passo avanti verso la nuova legge che impegna il paese a ridurre le proprie emissioni di CO2: la Camera dei Comuni, infatti, ha recentemente votato favorevolmente il New Democrat Climate Change Accountability Act.
Si tratta di una legge che mira a ridurre le emissioni di gas serra del 25% rispetto ai livelli registrati nel 1990 entro il 2020 e dell’80% nel 2050. Obbiettivi decisamente ambiziosi, che si basano sulla possibilità, affidata dalla legge al governo centrale, di stilare nuove regole e provvedimenti specifici per la riduzione delle emissioni. Una sorta di “delega verde” affidata dal parlamento al governo canadese. Bruce Hyer, deputato primo firmatario della legge ha salutato positivamente la sua approvazione:
Il Canada potrà finalmente avere regole e quadri chiari per combattere il cambiamento climatico e camminare a testa alta all’interno della comunità internazionale
Anche alcune regioni e province canadesi stanno mettendo in atto ulteriori sforzi, oltre a quelli del governo centrale, per la riduzione della CO2: la British Columbia, ad esempio, ha proposto il Clean Energy Act relativo alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Si parla di un impegno notevolissimo: dal 90% al 93% del totale.
Numeri del genere potrebbero sembrare irrealizzabili, ma il Canada ha dalla sua parte la possibilità di utilizzare in modo massiccio l’idroelettrico. Unico lato “oscuro” del Canada in fatto di politiche ambientali resta, a questo punto, il fermo intendimento di produrre grandi quantità di petrolio non convenzionale nei prossimi anni. Che sia destinato al mercato estero nell’ottica di una politica energetica a due facce?
Via | Italia Clean Technology
Foto | Flickr
La Corte di Giustizia Europea condanna l’Italia per il villaggio turistico Is Arenas
Questa mattina, la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia in relazione all’inadempiente tutela del sito Is Arenas in Sardegna, vicino Oristano, dichiarato nel 2006 di importanza comunitaria (Sic) e per ciò stesso sottoposto alla direttiva Habitat (92/43/Cee). La norma, che ha lo scopo precipuo di tutelare gli ambienti naturali più vitali e caratteristici dell’Ue, nonchè la sua biodiversità, prevede la definizione una rete di tutela sul tessuto comunitario denominata Natura 2000 nell’ambito della quale vengono inserite tutte le aree di particolare pregio naturalistico e nei confronti delle quali gli Stati devono approntare appropriate strategie di sostegno e conservazione.
Nei confronti del Sic Is Arenas e delle sue caratteristiche dune, invece, questi accorgimenti sono stati omessi del tutto tanto da consentire la costruzione di un complesso turistico. All’interno del quale, poi, è stata persino consentita la realizzazione di un grosso campo da golf reo non solo di alterare irrimediabilmente la connettività ecologica delle area di pineta più rilevanti ma anche di aver agevolato l’introduzione di specie arboree estranee con conseguente sottrazione degli habitat.
Inoltre, denuncia la Corte, il piano di gestione provvisorio del Sic Is Arenas è stato approvato dalle autorità italiane in via del tutto tardiva e solo nell’aprile 2009, ben oltre la scadenza del termine ultimo fissato per il parere motivato complementare…
Foto | Flickr
La Corte di Giustizia Europea condanna l’Italia per il villaggio turistico Is Arenas
Rifiuti Sicilia: il governatore Lombardo si candida a commissario per risolvere l’emergenza

La Regione Sicilia ha chiesto ufficialmente, con una lettera inviata al governo nazionale, di nominare il governatore Raffaele Lombardo commissario delegato per l’emergenza rifiuti. La stessa lettera contiene una richiesta di concessione della deroga per la riduzione tempestiva dei tempi di rilascio delle autorizzazioni. Lo ha reso noto Pier Carmelo Russo, assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità Pier Carmelo Russo.
Quanto pronosticato da molti, Ecoblog compreso, si sta pian piano avverando: la Sicilia come la Campania, con un ennesimo commissario che è la stessa persona che ha gestito in maniera fallimentare l’emergenza fino ad oggi da presidente della Regione.
Cosa cambia, dunque, tra Lombardo governatore e Lombardo commissario? La persona è la stessa, lo staff a disposizione pure, idem per i soldi. Diverse, se arriverà la deroga da Roma, saranno le procedure che Lombardo potrà utilizzare per risolvere l’emergenza rifiuti: procedure d’urgenza, affidamenti diretti e senza gara di gare e appalti, deroghe temporanee alle normative vigenti.
E, in Sicilia come nel resto d’Italia, nulla è più duraturo di ciò che è temporaneo…
L’assessore Russo, da parte sua, ha commentato la lettera inviata al governo Berlusconi affermando che la nomina di Lombardo a commissario straordinario è ormai necessaria e indifferibile:
E’ necessario stringere i tempi per il rilascio delle autorizzazioni per avviare nel più breve tempo possibile soluzioni per la raccolta differenziata e l’individuazione del sistema di chiusura del ciclo dei rifiuti, con una preferenza per i sistemi a basso impatto ambientale. In concomitanza sarà verificato l’interesse alla realizzazione dei termovalorizzatori che al momento non sono né una priorità, né l’ultima spiaggia
Ancora una volta, la posizione di questa giunta regionale siciliana in merito ai termovalorizzatori non è affatto chiara: prima quattro, enormi, poi zero, infine nove ma piccoli, uno per provincia. E, adesso, Russo che afferma che non si tratta di una priorità.
Tutto questo mentre Diego Cammarata, sindaco di Palermo che è la città con i maggiori problemi di gestione dei rifiuti e percentuali di differenziata da prefisso telefonico, continua ad affermare che se c’è emergenza è perchè non ci sono i termovalorizzatori.
Russo, invece, è tornato a parlare della discarica palermitana di Bellolampo che ha enormi problemi di gestione del percolato (da quanto emerge leggendo le audizioni del sindaco alla Commissione Parlamentare di inchiesta sui rifiuti si apprende che 900 metri cubi di percolato al giorno sono stati inviati a Gioia Tauro per mesi) e che ha una nuova vasca la cui capacità inizialmente doveva essere di oltre 700mila metri cubi ma, a quanto pare, in realtà è di circa la metà.
Ho chiesto a tutti i soggetti coinvolti di giungere a un dato unico e unitario sulla reale capacità di abbancamento della quinta vasca della discarica perché il dato, fino ad oggi, è stato altalenante. Non cerchiamo colpevoli, ma desideriamo soltanto capire quali misure adottare per poter mettere in sicurezza tutto il sistema dei rifiuti in caso di crisi. Chiudere Bellolampo significa incidere su un terzo dei rifiuti in Sicilia
Se neanche il sindaco di Palermo e l’assessore regionale ai Rifiuti sanno quanto è grande la vasca di una discarica, basteranno i superpoteri affidati a Lombardo per arrestare questa crisi tristemente annunciata?
Via | Regione Sicilia, La Repubblica
Foto | Raffaele Lombardo blog
Rifiuti Sicilia: il governatore Lombardo si candida a commissario per risolvere l’emergenza
Rifiuti Sicilia: il governatore Lombardo si candida a commissario per risolvere l’emergenza

La Regione Sicilia ha chiesto ufficialmente, con una lettera inviata al governo nazionale, di nominare il governatore Raffaele Lombardo commissario delegato per l’emergenza rifiuti. La stessa lettera contiene una richiesta di concessione della deroga per la riduzione tempestiva dei tempi di rilascio delle autorizzazioni. Lo ha reso noto Pier Carmelo Russo, assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità Pier Carmelo Russo.
Quanto pronosticato da molti, Ecoblog compreso, si sta pian piano avverando: la Sicilia come la Campania, con un ennesimo commissario che è la stessa persona che ha gestito in maniera fallimentare l’emergenza fino ad oggi da presidente della Regione.
Cosa cambia, dunque, tra Lombardo governatore e Lombardo commissario? La persona è la stessa, lo staff a disposizione pure, idem per i soldi. Diverse, se arriverà la deroga da Roma, saranno le procedure che Lombardo potrà utilizzare per risolvere l’emergenza rifiuti: procedure d’urgenza, affidamenti diretti e senza gara di gare e appalti, deroghe temporanee alle normative vigenti.
E, in Sicilia come nel resto d’Italia, nulla è più duraturo di ciò che è temporaneo…
L’assessore Russo, da parte sua, ha commentato la lettera inviata al governo Berlusconi affermando che la nomina di Lombardo a commissario straordinario è ormai necessaria e indifferibile:
E’ necessario stringere i tempi per il rilascio delle autorizzazioni per avviare nel più breve tempo possibile soluzioni per la raccolta differenziata e l’individuazione del sistema di chiusura del ciclo dei rifiuti, con una preferenza per i sistemi a basso impatto ambientale. In concomitanza sarà verificato l’interesse alla realizzazione dei termovalorizzatori che al momento non sono né una priorità, né l’ultima spiaggia
Ancora una volta, la posizione di questa giunta regionale siciliana in merito ai termovalorizzatori non è affatto chiara: prima quattro, enormi, poi zero, infine nove ma piccoli, uno per provincia. E, adesso, Russo che afferma che non si tratta di una priorità.
Tutto questo mentre Diego Cammarata, sindaco di Palermo che è la città con i maggiori problemi di gestione dei rifiuti e percentuali di differenziata da prefisso telefonico, continua ad affermare che se c’è emergenza è perchè non ci sono i termovalorizzatori.
Russo, invece, è tornato a parlare della discarica palermitana di Bellolampo che ha enormi problemi di gestione del percolato (da quanto emerge leggendo le audizioni del sindaco alla Commissione Parlamentare di inchiesta sui rifiuti si apprende che 900 metri cubi di percolato al giorno sono stati inviati a Gioia Tauro per mesi) e che ha una nuova vasca la cui capacità inizialmente doveva essere di oltre 700mila metri cubi ma, a quanto pare, in realtà è di circa la metà.
Ho chiesto a tutti i soggetti coinvolti di giungere a un dato unico e unitario sulla reale capacità di abbancamento della quinta vasca della discarica perché il dato, fino ad oggi, è stato altalenante. Non cerchiamo colpevoli, ma desideriamo soltanto capire quali misure adottare per poter mettere in sicurezza tutto il sistema dei rifiuti in caso di crisi. Chiudere Bellolampo significa incidere su un terzo dei rifiuti in Sicilia
Se neanche il sindaco di Palermo e l’assessore regionale ai Rifiuti sanno quanto è grande la vasca di una discarica, basteranno i superpoteri affidati a Lombardo per arrestare questa crisi tristemente annunciata?
Via | Regione Sicilia, La Repubblica
Foto | Raffaele Lombardo blog
Rifiuti Sicilia: il governatore Lombardo si candida a commissario per risolvere l’emergenza